Episodio di razzismo su un autobus da Trento a Roma: “Siediti là, sei nero e di un’altra religione”
Per calmare gli animi è intervenuta la polizia che ha identificato la donna, rea di aver pronunciato le frasi razziste.
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Un grave episodio di razzismo è capitato a Trento a bordo di un autobus della compagnia Flixbus diretto a Roma. Una donna italiana di circa 40 anni avrebbe inveito contro un ragazzo senegalese, 25enne, da 15 anni residente a Bolzano, perché si sarebbe seduto nel posto accanto a lei. A raccontare il fatto è stata una studentessa di Ferrara, testimone dell’episodio.
«Qui no, vai via, vai in fondo, sei di un’altra religione», avrebbe detto la donna al giovane. Dopo le frasi ingiuriose, il ragazzo è scoppiato in lacrime: «Non faccio nulla di male. Non sono cattivo. Voglio solo sedermi e riposare perché sono stanco». Per calmare gli animi è dovuta intervenire la polizia che ha identificato la donna rea di aver pronunciato le frasi razziste.
La compagnia Flixbus Italia ha immediatamente condannato l’episodio, come riporta il Corriere della Sera: «Ci rincresce che un simile episodio si sia verificato a bordo di un nostro autobus, come operatori della mobilità, da sempre ci impegniamo a garantire a chiunque la possibilità di viaggiare e ricongiungersi coi propri cari, e così continueremo a fare».
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Un cuore di cioccolato per i piccoli pazienti: il miracolo anonimo che illumina la Cardiologia pediatrica di Cagliari

Un benefattore anonimo, mosso da una sensibilità che preferisce l'azione al clamore del nome, ha fatto recapitare quaranta uova di cioccolato destinate ai piccoli pazienti del Duilio Casula, trasformando un ordinario momento di cura in una piccola festa della solidarietà.
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Un cuore di cioccolato per i piccoli pazienti: il miracolo anonimo che illumina la Cardiologia pediatrica di Cagliari
Nelle corsie della Cardiologia pediatrica dell’Aou di Cagliari, dove il battito della vita viene monitorato con estrema precisione tecnologica e dedizione clinica, la Pasqua ha deciso di bussare in anticipo portando con sé un carico di inaspettata dolcezza.
Un benefattore anonimo, mosso da una sensibilità che preferisce l’azione al clamore del nome, ha fatto recapitare quaranta uova di cioccolato destinate ai piccoli pazienti del Duilio Casula, trasformando un ordinario momento di cura in una piccola festa della solidarietà.
Questo gesto, ormai divenuto una preziosa consuetudine annuale, permette alla direttrice della struttura, la dottoressa Paola Neroni, di accogliere i bambini a fine visita con un dono che va ben oltre il valore materiale del cacao, offrendo un sorriso e un fondamentale istante di spensieratezza alle famiglie che quotidianamente affrontano il peso psicologico della patologia. La generosa donazione agisce come un balsamo emotivo, rendendo tutto più dolce in un contesto dove la tensione per un esame clinico spesso prevale sulla serenità dell’infanzia, alleviando in modo tangibile il carico emotivo legato ai controlli medici. Dietro questo momento di gioia si cela però un’attività sanitaria complessa e instancabile, che vede il reparto impegnato nella gestione di circa settecento pazienti cardiopatici all’anno, con un raggio d’azione che copre l’intero arco della crescita, a partire dalla delicatissima fase prenatale sino a giungere all’età adolescenziale.
La dottoressa Neroni sottolinea come il lavoro della sua équipe sia focalizzato costantemente sullo screening, sulla diagnosi e sul trattamento delle cardiopatie congenite, garantendo un supporto d’eccellenza che si traduce in volumi di attività imponenti per la realtà sarda. I numeri descrivono infatti un presidio fondamentale per la salute pubblica: ogni anno vengono eseguite circa cinquemila cinquecento prestazioni, una mole di lavoro che si divide tra prime visite e accuratissimi controlli di follow-up. Il ventaglio dei servizi offerti dalla specialista dell’Aou di Cagliari è vasto e comprende esami fondamentali quali l’ecocardio e l’ecocardio fetale, la visita cardiologica specialistica, l’elettrocardiogramma e il monitoraggio tramite Holter ecg ventiquattro ore, rivolgendosi sia ai pazienti ricoverati nei vari reparti dell’azienda ospedaliero universitaria che agli utenti esterni. Grazie a questa donazione, il rigore scientifico della diagnostica e la puntualità del trattamento si fondono con il calore umano, ricordando a tutti che la cura di un cuore giovane passa anche attraverso un gesto di pura e anonima gentilezza.
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