“A noi servono donne, non maschi mancati”: rifiutata per un posto di lavoro perchè lesbica
Roma, non viene assunta perché lesbica: "Ci servono donne, non maschi mancati". Protagonista del terribile episodio discriminatorio una ragazza che si era candidata per un lavoro durante lʼEstate romana
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“Facciamo appello a tutte le istituzioni, al fine che attivino politiche contro le discriminazioni sul lavoro, perché come dimostra questo caso spesso le persone lesbiche, gay e trans, non riescono neanche ad accedere al mondo del lavoro”. Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, commenta così l’ultimo episodio di discriminazione sessuale sul lavoro registrato a Roma. Protagonista, suo malgrado, una ragazza romana candidatasi per un impiego all’interno di uno stand di una manifestazione del programma di Estate romana, rifiutata perché lesbica.
Come riporta il Tgcom, a rendere pubblico l’episodio, come detto, il Gay Center. La giovane si sarebbe vista respingere l’assunzione nel corso di una conversazione via chat, quando le sarebbe stato detto: “A noi servono donne, non maschi mancati. Ti presenti come donna, ma hai l’aspetto da maschio”. La ragazza aveva risposto ad un annuncio di lavoro riguardante lo stand di tiro al bersaglio nell’ambito di Lungotevere in Festa 2018.
“Riteniamo molto grave quanto è avvenuto – le parole di Marrazzo, responsabile tra l’altro del numero verde Gay Help Line 800713713 – non si possono discriminare le assunzioni di dipendenti in base all’orientamento sessuale, come da art. 3 a del Decreto Legislativo n. 216 del 9 luglio 2003. Pertanto richiediamo alla sindaca Raggi di revocare la licenza dello stand”.
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Parco di Gutturu Mannu: le aree picnic del bosco si rifanno il trucco, al via gli interventi di manutenzione per valorizzare il bosco

Pulizia e sistemazione delle aree attrezzate, il Parco rilancia tutela ambientale e fruibilità
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Santadi 20 marzo 2026 Via libera al programma straordinario di manutenzione del Parco di Gutturu Mannu, che permetterà di sistemare le aree boschive del territorio dei dieci Comuni che ne fanno parte, e sistemare le aree per il picnic.
Dopo gli interventi preliminari nella Direzione del Parco a Pantaleo, che hanno permesso di sistemare l’edificio e l’area verde circostante, i lavori sono entrati nel vivo nella zona ricreativa di Santa Lucia, nel territorio di Uta. Il passo successivo sarà quello di sistemare l’area di Fanebas, nel territorio di Assemini, e quella di Is Figueras, a Santadi.
Pulizia del bosco, sistemazione delle aree adibite ad accogliere gli ospiti: l’obiettivo del Parco di Gutturu Mannu è quello di continuare a prendersi cura dell’immensa riserva naturale della Sardegna meridionale, e rendere l’esperienza degli escursionisti ancora più gradevole.
“Passo dopo passo stiamo andando verso la direzione della piena fruibilità delle nostre montagne – spiega il presidente del Parco di Gutturu Mannu, Walter Cabasino -, occuparsi della manutenzione del verde e sistemare le aree adibite ad accogliere gli ospiti significa permettere alle comunità di riappropriarsi di questi spazi. Restiamo convinti che questi boschi debbano essere vissuti, vogliamo che la gente goda della bellezza di questi luoghi”.
Giacomo Porcu, sindaco di Uta ed ex presidente del Parco, spiega come la selvicoltura sia fondamentale non solo per la salute di questi boschi, ma anche per la piena fruibilità dell’immenso polmone verde di Gutturu Mannu: “L’obiettivo del Parco è sempre stato quello di avvicinare le comunità di questo territorio alla montagna, siamo convinti che la cura dei boschi non solo offra la possibilità di creare occupazione, ma rende questi luoghi accessibili a tutti e favorisca la nascita di tante iniziative legate allo sport, il turismo e alla cultura”.
Antonio Pilia, titolare dell’impresa che sta effettuando i lavori, descrive gli interventi partiti dalla zona di Santa Lucia: “Abbiamo sistemato l’area picnic attorno alla chiesetta riparando gli arredi danneggiati, i lavori prevedono anche la pulizia del sottobosco, l’eliminazione degli alberi secchi e degli ostacoli che intralciano il regolare deflusso del fiume. Ci attende un lungo lavoro, terminati gli interventi di Uta ci concentreremo sulle altre aree attrezzate presenti nelle montagne”.
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