Sport e integrazione: migranti e calciatori sardi insieme in campo per dare un calcio al razzismo
80 giovani richiedenti protezione internazionale, giunti dai centri di accoglienza di Villanovaforru, Sassari, Quartu, Norbello, Portoscuso, Villasor, Sarroch, Sanluri, Villacidro, Iglesias e San Nicolò Gerrei si sono confrontati, sui campi del Centro Federale Sa Rodia, a Oristano, con i calciatori
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80 giovani richiedenti protezione internazionale, giunti dai centri di accoglienza di Villanovaforru, Sassari, Quartu, Norbello, Portoscuso, Villasor, Sarroch, Sanluri, Villacidro, Iglesias e San Nicolò Gerrei si sono confrontati, sui campi del Centro Federale Sa Rodia, a Oristano, con i calciatori sardi delle rappresentanze regionali (under 15, 17 e 19) che si preparano alle prossime competizioni nazionali.
L’evento è stato promosso dalla Regione e dalla Figc Sardegna. Erano presenti l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu e il presidente del Comitato regionale della Federazione Gianni Cadoni. Per il 2018 sono previste altre giornate di integrazione tramite lo sport che, grazie alla collaborazione del CONI Sardegna, non riguarderanno solo il calcio ma anche l’atletica leggera. Nel prossimo mese di marzo sono previsti altri due eventi in programma nel Centro Federale di Oristano e allo stadio Amsicora, a Cagliari.
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Addio a Patrizia Zedda: il Poetto piange la regina dei “caddozzoni”

Cagliari in lutto per la scomparsa a soli 52 anni della storica titolare di uno dei più conosciuti foodtruck di "caddozzoni".
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Il lungomare del Poetto perde uno dei suoi sorrisi più luminosi. Cagliari si è svegliata con la triste notizia della scomparsa di Patrizia Zedda, strappata alla vita a soli 52 anni da una malattia che non le ha lasciato scampo. Per decenni, Patrizia è stata l’anima e il volto di una vera istituzione cittadina: il camion bar di famiglia posizionato nella zona del Cavalluccio Marino, proprio all’altezza dei giochi all’aperto.
I suoi “caddozzoni”, i tipici panini cagliaritani con wurstel e patatine serviti con generosità, hanno sfamato generazioni di residenti e turisti. Nelle calde serate estive cagliaritane, il suo chiosco era la tappa obbligata per chi cercava non solo ristoro, ma anche quella cortesia autentica che solo la famiglia Zedda sapeva offrire. Insieme ai genitori, Patrizia ha gestito per anni quello che era il primo punto di riferimento per chi arrivava sul litorale, diventando una figura familiare e benvoluta da tutta la città.
Originaria di Sant’Avendrace, Patrizia era molto più di una commerciante. Chi la conosceva bene ne ricorda la straordinaria umanità. Dopo il pensionamento dei genitori, si era dedicata ad altro, ma il suo legame con il Poetto e con il cuore dei cagliaritani era rimasto indissolubile.
La notizia della sua prematura scomparsa ha scatenato un’ondata di commozione sui social network, dove centinaia di messaggi di cordoglio si sono stretti attorno alla famiglia. In molti ricordano le serate passate davanti al suo camion bar, tra una birra fresca e una battuta, rimpiangendo una donna volata via troppo presto che ha saputo lasciare un’eredità fatta di affetto e sorrisi. Cagliari saluta così un pezzo della sua storia balneare, un simbolo di quella semplicità che ha reso grande il Poetto.
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