Quartu, fuga dal tavolo senza saldare il conto: l’ultimatum della titolare del Mai Tai
La spensieratezza della Pasquetta, trascorsa tra brindisi e relax sul litorale di Quartu, si è tinta di una sfumatura decisamente amara per la gestione del Mai Tai, noto locale situato in via Leonardo da Vinci, nella località di Bellavista.
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Quartu, fuga dal tavolo senza saldare il conto: l’ultimatum della titolare del Mai Tai.
La spensieratezza della Pasquetta, trascorsa tra brindisi e relax sul litorale di Quartu, si è tinta di una sfumatura decisamente amara per la gestione del Mai Tai, noto locale situato in via Leonardo da Vinci, nella località di Bellavista.
Quello che doveva essere un normale pomeriggio di festa si è trasformato in un caso di cronaca locale che sta rimbalzando con forza tra le pagine dei social network, sollevando un’ondata di indignazione tra i residenti. La vicenda vede protagonisti quattro ragazzi che, dopo aver consumato un abbondante aperitivo, hanno deciso di dileguarsi quatti quatti, approfittando della confusione del giorno festivo per andare via senza pagare il conto. La reazione della titolare non si è fatta attendere e, attraverso un appello pubblicato sulla pagina di un gruppo di cittadini quartesi, ha rivolto un invito perentorio ai giovani affinché possano redimersi e versare i poco più di 50 euro dovuti per le consumazioni effettuate.
A testimonianza del mancato pagamento è stato allegato lo scontrino fiscale che elenca nel dettaglio tre spritz, un prosecco e un tagliere, simboli di un momento conviviale che si è concluso nel peggiore dei modi. La proprietaria, mossa dalla volontà di tutelare il proprio sacrificio quotidiano, ha sottolineato come il lavoro vada rispettato in ogni sua forma, richiamando i clienti distratti al proprio buon senso prima di passare alle maniere forti.
La minaccia, neanche troppo velata, è quella di ricorrere alle prove tecnologiche: se i responsabili non torneranno sui loro passi per regolarizzare la situazione, la direzione sarà costretta a pubblicare il filmato delle telecamere di sorveglianza che documenta integralmente l’accaduto. Il post ha fatto in breve tempo il giro del web, scatenando commenti di solidarietà verso l’attività commerciale e curiosità sul destino dei quattro fuggitivi, mentre resta l’interrogativo se la paura della pubblica gogna digitale basterà a convincerli a tornare per saldare quanto dovuto.
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