La notte delle 200 vittime: l’alluvione che devastò il Campidano nel 1892
I danni maggiori si ebbero a San Sperate. Un monumento, una croce, nel centro di San Sperate, e una lapide ricordano quella tragedia. L’alluvione colpì molto l’opinione pubblica del tempo e anche il New York Times dedicò un articolo al terribile evento.
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Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 1892, una violenta perturbazione si abbatté sul Campidano di Cagliari, colpendo duramente soprattutto i centri di Assemini, Decimomannu, San Sperate ed Elmas. Tra tutti, fu San Sperate a subire le conseguenze più devastanti.
Il bilancio complessivo fu drammatico: circa 200 vittime in tutta l’area interessata. Ancora oggi, una croce monumentale nel centro del paese e una lapide commemorativa mantengono vivo il ricordo di quella tragedia. L’evento suscitò un forte impatto anche fuori dall’Italia, tanto che persino il The New York Times dedicò un articolo al disastro.
Intorno alle 23:30, il Rio Mannu e il Rio Flumineddu strariparono improvvisamente. Le acque invasero il territorio con violenza, superando il metro e mezzo di altezza. Solo a San Sperate si contarono 90 morti, sepolti poi in una fossa comune nel cimitero di San Giovanni.
Da allora, gli abitanti hanno tramandato il ricordo di quella notte con il nome di S’unda manna de Santu Sparau — “la grande onda di San Sperate”. In memoria delle vittime, in Piazza Croce Santa venne eretta una grande croce, simbolo ancora oggi di dolore e memoria collettiva.
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