Lo sapevate? In Sardegna c’è una “Pompei” nascosta sotto il mare
Le immersioni organizzate dai professionisti delle associazioni locali permettono di esplorare in sicurezza questo museo sommerso, dove la sabbia custodisce storie di commerci, rotte marittime e vita quotidiana di duemila anni fa.
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Non servono biglietti né cancelli monumentali. Per visitarla bisogna infilare una muta, regolare la maschera e lasciarsi scivolare in acqua. Perché una delle “città” romane più suggestive della Sardegna non si trova sulla terraferma, ma sotto il mare, davanti all’isola dell’Asinara.
Nelle acque cristalline del Isola dell’Asinara esiste infatti un vero e proprio sito archeologico subacqueo, visitabile come si visitano Pompei o Tharros, con una sola differenza: qui le rovine si esplorano nuotando.
A pochi metri di profondità, non lontano dal molo di Cala Reale, è stato individuato un relitto di epoca romana. Trasportava anfore colme di prodotti a base di pesce, probabilmente garum o conserve destinate ai mercati del Mediterraneo. Oggi quelle anfore giacciono adagiate sul fondale, perfettamente visibili, come se il tempo si fosse fermato nel momento esatto del naufragio.
Ma non è un caso isolato. Sul terreno dell’isola affiorano frammenti di tegole e cocci di anfore, tracce evidenti di una presenza romana stabile anche sulla terraferma. Gli antichi abitanti la chiamavano Sinuaria, nome ispirato alle sue numerose insenature, e la collegavano strettamente alla vicina colonia di Turris Libisonis, l’attuale Porto Torres.
Qui il passato non si osserva soltanto: si attraversa. Le immersioni organizzate dai professionisti delle associazioni locali permettono di esplorare in sicurezza questo museo sommerso, dove la sabbia custodisce storie di commerci, rotte marittime e vita quotidiana di duemila anni fa.
Una Pompei silenziosa, senza folle né rumore, dove al posto dei passi si sentono solo il respiro nel boccaglio e il suono ovattato del mare.
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