In Sardegna nel 2025 ci sono stati addirittura 19 terremoti
Il report dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: sebbene quasi impercettibili nell'Isola ci sono stati ben 19 terremoti.
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In Sardegna nel 2025 ci sono stati addirittura 19 terremoti.
Il report dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: sebbene quasi impercettibili nell’Isola ci sono stati ben 19 terremoti.
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha recentemente diffuso il report dettagliato riguardante i fenomeni sismici registrati in Italia nel corso dell’anno 2025, offrendo un quadro scientifico preciso sulla stabilità del territorio nazionale e sulle variazioni registrate dai sismografi; in questo contesto la Sardegna emerge ancora una volta come un’isola caratterizzata da una sismicità minima, prossima allo zero, confermandosi la regione con meno terremoti in assoluto.
Nonostante questa natura privilegiata il fenomeno non è del tutto assente nell’Isola, sebbene le statistiche ufficiali la collochino spesso sotto la voce curiosità a causa della rarità degli eventi registrati; i ricercatori spiegano che tale stabilità è dovuta alla posizione geografica della regione, la quale risulta essere la più lontana dalle fasce in deformazione degli Appennini e delle Alpi, restando dunque ai margini dei movimenti più energetici della crosta terrestre. Entrando nel dettaglio dei dati sardi, nel 2025 sono state effettuate complessivamente 19 rilevazioni, ma è fondamentale sottolineare che non tutti questi episodi sono stati provocati da movimenti autonomi della crosta; molti eventi di magnitudo inferiore sono stati infatti classificati come scoppi di cava o esplosioni, mentre un solo terremoto degno di nota è stato registrato sulla terraferma.
Si tratta della scossa avvenuta a Berchidda alle ore 12,54 del 13 febbraio, quando i sismografi hanno rilevato un’entità minima di magnitudo 2; questo dato, pur essendo modesto, spicca nel panorama di un territorio così stabile, integrandosi con le altre scosse di magnitudo fino a 2,7 rilevate in mare, precisamente al largo della Gallura e di Olbia, dove si registra solitamente più movimento rispetto all’entroterra. Se si osserva la mappa interattiva elaborata dall’Ingv il contrasto con il resto d’Italia appare evidente; mentre la Penisola è letteralmente costellata di cerchi gialli e arancioni, i cui colori e dimensioni rendono l’idea della forza delle scosse, dalla parte sarda del Tirreno i simboli rimangono piccoli, chiari e sporadici. Guardando invece alla situazione nazionale complessiva, nel 2025 sono stati localizzati ben 15759 terremoti tra l’Italia e le zone limitrofe; un impegno costante per i ricercatori e i tecnici dell’istituto che, presenti H24 nelle Sale Operative, hanno analizzato e localizzato in media poco più di 43 eventi sismici al giorno, il che si traduce in circa uno ogni 33 minuti.
Questo volume di attività indica comunque una lieve diminuzione della media giornaliera rispetto a quanto era stato registrato nel 2024; l’evento più intenso dell’intero anno è avvenuto nel Mar Adriatico, nell’area garganica, a una decina di chilometri al largo della costa della provincia di Foggia. Tale scossa, che ha raggiunto una magnitudo Mw 4,8, fa parte di una sequenza sismica specifica che si è attivata a partire dal mese di marzo 2025 nell’area situata a nord del Promontorio del Gargano, in prossimità del Lago di Lesina; si tratta di dinamiche che confermano la vivacità geologica della Penisola rispetto alla Sardegna, dove la terra continua a riposare quasi del tutto indisturbata.
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