In Sardegna ci sono centinaia di torri spagnole e sono tutte rotonde, tranne tre. Ecco quali
Tre eccezioni: una esagonale e due quadrate. Ecco quali!
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Sapevate che in Sardegna quasi tutte le torri costiere spagnole sono rotonde e che solo tre fanno eccezione?
Chi percorre le coste dell’isola le incontra ovunque, imponenti e silenziose, adagiate su promontori, spiagge e scogliere battute dal vento e dal mare. Sono le torri costiere costruite sotto il dominio spagnolo, uno dei sistemi difensivi più vasti del Mediterraneo.
Nel Seicento lungo i 1.800 chilometri di litorale sardo ne esistevano circa 150, con una funzione precisa: avvistare le navi nemiche, segnalare il pericolo e, in molti casi, resistere agli attacchi in attesa dei rinforzi. Per tre secoli queste sentinelle di pietra furono la prima linea contro pirati barbareschi, incursioni saracene e flotte ostili, fino a quando nel 1867, con l’avvento dello Stato italiano, furono abbandonate perché non rispondevano più alle esigenze militari, economiche e sanitarie dell’epoca.
Oggi ne restano poco più di un centinaio, alcune restaurate e altre purtroppo in cattive condizioni. La forma circolare, che caratterizza quasi tutte, non era una scelta estetica ma una precisa strategia militare, perché una torre rotonda resiste meglio ai colpi di cannone, non presenta angoli deboli e permette una difesa a trecentosessanta gradi. Eppure, in mezzo a questa uniformità architettonica, esistono tre eccezioni che rendono il sistema delle torri sarde ancora più affascinante.
La torre di Porto Torres è l’unica a pianta esagonale di tutta l’isola, probabilmente legata alle particolari esigenze difensive di uno dei porti più importanti della Sardegna. La torre delle Salinas di Muravera, sulla costa sud-orientale, ha invece una pianta quadrata, una vera rarità nel panorama delle torri spagnole. Anche la torre di Pischeredda, nel territorio di Nurachi, è quadrata e sorge in una posizione strategica nei pressi dello stagno di Cabras, da cui si controllavano le vie d’acqua interne e i punti di approdo.
Queste tre torri “diverse” non sono anomalie, ma il risultato di un adattamento intelligente al territorio e alle esigenze locali, a dimostrazione che gli ingegneri spagnoli sapevano modellare le loro opere in base al paesaggio e alla strategia.
La prossima volta che camminerete lungo una spiaggia sarda e scorgerete una torre contro il cielo, ricordate che dietro quella forma apparentemente semplice si nascondono secoli di storia, di paure e di battaglie per il controllo del Mediterraneo, e se la vedrete quadrata o addirittura esagonale, saprete di essere davanti a una delle rarissime eccezioni.
Una stupenda dronata su quella di Muravera di Simon Ska su Youtube:
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