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Cagliari, colle di Sant’Elia: ritrovati due nuraghi che riscrivono le origini della città

Archeologi portano alla luce fortificazioni dell'età del Bronzo nascoste per decenni tra la vegetazione e i muretti militari.
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Il passato della Sardegna riaffiora nel cuore del capoluogo, dove la riscoperta di due antiche strutture megalitiche sul colle di Sant’Elia promette di rivoluzionare le attuali conoscenze storiche sulla città. Come riporta Ansa, il rinvenimento è frutto del lavoro degli archeologi Giovanni Ugas, Raimondo Zucca, Carla Deplano e Nicola Sanna, che hanno identificato le tracce di due torri nuragiche rimaste per lungo tempo invisibili all’occhio inesperto.
Questi monumenti sono sempre stati presenti sul colle, ma la loro identità era stata celata dalla fitta vegetazione e dall’inserimento forzato all’interno delle recinzioni di cinta dell’area militare. Nello specifico, la prima struttura è stata individuata nei pressi del fortino di Sant’Ignazio e si tratterebbe di un protonuraghe risalente al quindicesimo o quattordicesimo secolo avanti Cristo. La seconda, situata accanto alla torre di Perdusemini e databile tra il 1300 e il 1200 avanti Cristo, è stata persino riutilizzata in epoca moderna come torretta di avvistamento dalla Marina Militare, con l aggiunta di scalette in pietra per raggiungerne la cima.
La segnalazione di queste presenze risale in realtà ai primi del Novecento, quando l illustre archeologo Antonio Taramelli menzionò siti nuragici sia sul Sant’Elia che sul colle di Monte Urpinu. Quest ultimo, in particolare, veniva indicato come il fulcro del controllo strategico su tutto il golfo di Cagliari. La conferma attuale è arrivata quasi per caso, durante una ricognizione in bicicletta dell’archeologa Deplano, che ha inoltre individuato ripari e grotte contenenti tracce di pittogrammi realizzati con l ocra, reperti che necessitano ora di analisi con strumenti di precisione.
Secondo il team di studiosi, la posizione dei due nuraghi di Sant’Elia era fondamentale per la difesa marittima. Insieme alle altre torri sparse lungo la costa, formavano un sistema di sorveglianza integrato che si estendeva da Nora fino a Villasimius, passando per il litorale di Quartu. Questa rete difensiva dimostra che Cagliari ricopriva un ruolo formidabile già in epoca nuragica, configurandosi come la vera porta d accesso al fertile territorio del Campidano.
Queste scoperte suggeriscono che Cagliari potesse essere il centro principale degli Ilienses, la popolazione sarda più rilevante di quel periodo. Il capoluogo si rivela così non solo una città di fondazione fenicio-punica, ma un insediamento di primaria importanza già millenni prima, confermando la sua vocazione millenaria di sentinella del Mediterraneo.
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