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L'elemento principale della nuova proposta è l'estensione della misura a tutti i cittadini residenti in Sardegna, indipendentemente dalle fasce d'età.
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Svolta storica per la sanità sarda: nasce la prima Terapia Intensiva Pediatrica nell’Isola

Siglato l'accordo tra ARNAS Brotzu e il "Bambin Gesù" di Roma. Entro l'anno l'apertura a Cagliari: stop ai viaggi della speranza per i piccoli pazienti e le loro famiglie.
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Per decenni, per un genitore sardo, la notizia di una terapia intensiva per il proprio figlio ha coinciso con un bagaglio preparato in fretta, un volo d’urgenza e la solitudine di un ospedale lontano da casa. Quel capitolo doloroso della storia regionale sta per chiudersi. A Roma è stata firmata la convenzione tra l’ARNAS Brotzu e l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, il più grande polo di ricerca pediatrica in Europa, che porterà all’apertura della prima Terapia Intensiva Pediatrica della Sardegna entro la fine del 2026.
L’accordo, siglato dai vertici del Brotzu (il direttore generale Maurizio Marcias, il direttore sanitario Giorgio Carboni e il primario Alberto Lai) e dal presidente del Bambin Gesù, Tiziano Onesti, non è solo una firma su carta, ma un piano operativo concreto. L’obiettivo è chiaro: garantire ai bambini sardi le stesse possibilità di cura di cui gode il resto d’Italia, riducendo drasticamente i trasferimenti fuori regione e permettendo alle famiglie di restare vicine ai piccoli nei momenti più critici.
La collaborazione entrerà nel vivo già ad aprile con l’attivazione di gruppi di lavoro congiunti. Non si tratterà solo di consulenze a distanza: è previsto un vero e proprio “ponte” professionale tra Cagliari e Roma. Gli specialisti del Brotzu (anestesisti, rianimatori e infermieri) svolgeranno periodi di formazione intensiva nelle corsie del Bambin Gesù. Parallelamente, un’équipe di medici e infermieri del centro d’eccellenza romano si trasferirà a Cagliari nella fase di avvio per affiancare il personale locale, assicurando standard di sicurezza ai massimi livelli mondiali.
“Si tratta di un risultato strategico che abbiamo perseguito con determinazione”, ha dichiarato la Presidente della Regione, Alessandra Todde. “Vogliamo ricostruire la sanità sarda investendo su competenze e qualità, garantendo cure adeguate senza costringere i cittadini a viaggi rischiosi”. Il Direttore Generale del Brotzu, Maurizio Marcias, ha definito l’intesa un passo decisivo per “mettere al centro la sicurezza delle cure e l’accesso alle migliori competenze nazionali”.
L’intesa tra i due ospedali si sviluppa su quattro direttrici fondamentali:
Gestione casi complessi: percorsi condivisi per patologie rare, cardiologia e chirurgia ad alta specializzazione.
Ricerca Scientifica: programmi congiunti di ricerca clinica e traslazionale.
Alta Formazione: scambi continui tra il personale sanitario delle due strutture.
Telemedicina: potenziamento delle tecnologie digitali per la continuità assistenziale.
Con l’apertura della nuova unità operativa, la Sardegna colma un vuoto assistenziale storico, trasformando l’ospedale di Cagliari in un presidio d’avanguardia capace di proteggere i suoi cittadini più fragili direttamente nella propria terra.
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