La curiosità. Perchè in Sardegna non esistono le vipere?
L'assenza di questi rettili ha a che fare con la separazione della Sardegna dal continente europeo di milioni di anni fa. Ecco la spiegazione completa
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La Sardegna si separò dal continente europeo 25-28 milioni di anni fa, dopo il distacco della microplacca sardocorsa, mentre i Viperidi giunsero in Europa, dall’Asia, in tempi più recenti.
La separazione dovuta al mare impedì dunque il riprodursi in Sardegna di questi rettili.
Come riporta Focus, sembra che le vipere abbiamo però vissuto in Sardegna 20 milioni di anni fa e poi circa 8 milioni di anni fa. Ma essendo abituati ad ambienti caldi, quando sopraggiunsero epoche più fredde si estinsero.
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Pauli Arbarei, doppio evento culturale al femminile tra fotografia e letteratura

«Abbiamo esposto in undici – racconta la curatrice Manuela Fa – fotografe e appassionate di natura a 360 gradi: chi si dedica alla macrofotografia, chi alla fotografia notturna, chi ai rapaci e chi ai paesaggi. L'evento è stato particolarmente partecipato: moltissimi curiosi che hanno ascoltato il nostro racconto e la nostra personale visione della fotografia naturalistica. Abbiamo parlato di etica, di tecniche fotografiche e anche di appostamenti».
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Un pomeriggio dedicato all’arte, alla riflessione e alla creatività femminile quello che si è svolto ieri, 7 marzo, a Pauli Arbarei. Nei rinnovati locali dell’ex Montegranatico si è tenuto il doppio evento culturale organizzato dal Museo della Donna, gestito dalla Fondazione Villanovafranca in collaborazione con il Comune di Pauli Arbarei.
L’iniziativa ha unito due linguaggi artistici diversi ma complementari: la fotografia e la scrittura.
Alle ore 16 è stata inaugurata la mostra fotografica “La Natura al Femminile”, curata da Manuela Fa. L’esposizione nasce con l’obiettivo di mettere in discussione uno stereotipo ancora diffuso, quello che associa la fotografia naturalistica prevalentemente allo sguardo maschile. Attraverso le immagini esposte, la mostra propone invece uno sguardo femminile sulla natura, capace di raccontarne forza, complessità e bellezza.
«Abbiamo esposto in undici – racconta la curatrice Manuela Fa – fotografe e appassionate di natura a 360 gradi: chi si dedica alla macrofotografia, chi alla fotografia notturna, chi ai rapaci e chi ai paesaggi. L’evento è stato particolarmente partecipato: moltissimi curiosi che hanno ascoltato il nostro racconto e la nostra personale visione della fotografia naturalistica. Abbiamo parlato di etica, di tecniche fotografiche e anche di appostamenti».
Un percorso visivo che invita il pubblico a osservare la natura selvaggia con sensibilità, consapevolezza e passione, trasformando la fotografia in uno strumento di dialogo e condivisione.
Il pomeriggio culturale è proseguito con la presentazione del libro “Il Germoglio del Sacro” a cura di Stefano Piroddi, momento dedicato alla riflessione e alla parola scritta, che ha arricchito ulteriormente l’incontro tra arte e cultura.
Grande soddisfazione anche da parte dell’organizzazione. «L’amministrazione comunale ha apprezzato molto questa iniziativa – aggiunge Manuela Fa – e stiamo già programmando un nuovo evento e soprattutto la possibilità di ripetere l’esperienza il prossimo anno, coinvolgendo ancora più fotografe».
La mostra “La Natura al Femminile” resterà visitabile fino al 6 aprile 2026, su prenotazione, ed è compresa nel biglietto di ingresso al Museo della Donna, situato in via Manno.
L’evento ha rappresentato un’importante occasione di incontro e partecipazione per il territorio, valorizzando il ruolo della cultura come spazio di dialogo e come strumento per dare voce e visibilità allo sguardo femminile sull’arte e sulla natura.
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