«Anche quest’anno ho avuto l’onore di partecipare a Casa Sanremo, il salotto ufficiale del Festival, dove cultura, musica e alta cucina si incontrano in un’atmosfera unica». Con queste parole la chef sarda Vitalia Scano racconta la sua quarta esperienza consecutiva a Casa Sanremo, spazio simbolo del Festival di Sanremo. Un appuntamento che, nonostante l’esperienza, continua a farle battere il cuore. «Lo affronto ogni volta con dedizione e passione, ma l’emozione è sempre quella della prima volta».
La sua storia parte da lontano, dai ricordi d’infanzia legati alla cucina di famiglia. «Sono cresciuta tra i profumi delle ricette di mia nonna, tra pasta fatta a mano e sughi lenti. È lì che ho imparato il rispetto per la materia prima e per la tradizione». Dai culurgiones chiusi uno ad uno secondo l’antica arte sarda, fino al pubblico internazionale del suo ristorante Sandalia a Roma, Vitalia Scano, 53 anni, ha trasformato l’amore per i sapori autentici in una carriera di respiro nazionale. «Portare la Sardegna fuori dall’isola è sempre stata la mia missione».
Nel rooftop di Casa Sanremo ha cucinato per artisti in gara, volti televisivi e personalità del mondo dello spettacolo. «Abbiamo lavorato in un clima straordinario, cucinando per cantanti, giornalisti e protagonisti del cinema. È un’esperienza intensa, dove tutto accade velocemente ma con grande energia». Quest’anno ha inoltre collaborato con gli chef del Gambero Rosso. «È stato un privilegio affiancare professionisti di questo livello: quando c’è sinergia, la cucina diventa ancora più creativa».
Il menù ha conquistato gli ospiti con piatti che raccontano tecnica e identità mediterranea. «Il risotto ai gamberi rossi con la sua riduzione è elegante e avvolgente, la pancia di tonno scottato esalta la purezza del prodotto. Con la stracciatella e la riduzione di datterini abbiamo cercato equilibrio tra dolcezza e freschezza, mentre i pansotti alla crema di noci sono un omaggio alla tradizione. Il baccalà alla puttanesca, infine, è deciso, ricco di carattere».
Durante la settimana del Festival, la città si trasforma. «Sanremo è luce, musica, incontri. Si respira un’aria di festa contagiosa, fatta di entusiasmo e divertimento». Per la chef sarda, però, il significato va oltre il glamour. «Partecipare a Casa Sanremo significa vivere la cucina come un linguaggio universale, capace di unire mondi diversi attorno a un tavolo. Ogni anno, per me, è un privilegio rinnovato».
© RIPRODUZIONE RISERVATA