Cagliari, consegnate le chiavi della “Italo Stagno” per gli alunni di via Stoccolma
Consegnate le chiavi della “Italo Stagno” per l’utilizzo da parte degli alunni di via Stoccolma Formalizzato nella mattina di oggi, mercoledì 20 settembre 2023, il passaggio di consegne per l’utilizzo dei locali della “Italo Stagno” da parte degli alunni della
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Consegnate le chiavi della “Italo Stagno” per l’utilizzo da parte degli alunni di via Stoccolma
Formalizzato nella mattina di oggi, mercoledì 20 settembre 2023, il passaggio di consegne per l’utilizzo dei locali della “Italo Stagno” da parte degli alunni della scuola di via Stoccolma.
Alla consegna delle chiavi ha preso parte anche l’Assessore all’Istruzione del Comune di Cagliari, Marina Adamo, accompagnata dalla Dirigente del Servizio Istruzione, Manuela Atzeni.
Due i passaggi che si sono resi necessari e per i quali sono stati redatti degli appositi verbali scritti: prima il dirigente scolastico Massimo Sechi della “Italo Stagno” ha consegnato le chiavi della scuola nella mani della Dirigente Atzeni che a sua volta le ha affidate alla Dirigente scolastica di via Stoccolma, Marcella Vacca.
“Con questi atti formali – ha commentato l’Assessore Adamo – speriamo di aver messo fine alle incomprensioni e alle tensioni che ci sono state nei giorni scorsi. Ho voluto coinvolgere anche il dott. Francesco Feliziani (Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale) in modo che potesse constatare personalmente che la scuola dove gli alunni delle 10 classi del tempo prolungato della primaria di via Stoccolma hanno avviato l’anno scolastico, è idonea, pulita e conforme agli usi previsti dall’attività didattica”.
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Perché un tempo si diceva “A Chilivani si cambia”?

Un modo di dire entrato nell'immaginario collettivo dei sardi, ancora utilizzato ironicamente, soprattutto dai sassaresi. Ma questa frase ha una radice storica. Sapete perché si pronunciava?
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Perché un tempo si diceva “A Chilivani si cambia”?
Un modo di dire entrato nell’immaginario collettivo dei sardi, ancora utilizzato ironicamente, soprattutto dai sassaresi. Ma questa frase ha una radice storica. Sapete perché si pronunciava?
L’enigma ferroviario del Logudoro: il fascino storico dietro il detto a Chilivani si cambia.
Esiste un modo di dire particolare che è ormai entrato stabilmente nell’immaginario collettivo dei sardi e che viene ancora oggi utilizzato con una sfumatura ironica, specialmente dagli abitanti di Sassari, ma dietro questa frase apparentemente semplice si cela una radice storica profonda legata all’evoluzione dei trasporti nell’isola.
Per comprendere appieno il motivo per cui un tempo si pronunciava abitualmente la frase a Chilivani si cambia, occorre volgere lo sguardo verso una piccola frazione del Comune di Ozieri, in provincia di Sassari, che conta oggi circa trecento abitanti. Questo centro sorge nel cuore del Logudoro e si trova a una distanza di circa sei chilometri da Ozieri, otto se si considera il centro cittadino, e circa quaranta chilometri dal capoluogo turritano.
Il fulcro di tutta questa narrazione è la stazione ferroviaria locale, un centro di notevole importanza sin dal momento della sua edificazione, poiché proprio presso questo scalo era ubicato il più rilevante snodo merci del nord della Sardegna. La stazione rappresentava la sede fondamentale per le coincidenze dei principali treni provenienti dalle tre direttrici ferroviarie primarie, ovvero la Sassari Chilivani, la Olbia Chilivani e la Cagliari Chilivani. Il motivo tecnico e logistico del detto risiede nel fatto che, quando la tratta ferroviaria era percorsa dal celebre convoglio denominato Freccia Sarda sulla linea tra Cagliari e Olbia Isola Bianca, la configurazione dei binari imponeva una sosta strategica. Negli ultimi anni di servizio, questo storico convoglio era costantemente costituito dal locomotore D443 che trainava le caratteristiche carrozze modello UIC X nella livrea rosso fegato.
In prossimità dell’arrivo allo snodo logudorese, il capotreno percorreva le diverse carrozze pronunciando ad alta voce la celebre frase comunicando che a Chilivani si cambia, un annuncio necessario per avvisare i passeggeri che chiunque avesse avuto la necessità di proseguire il proprio viaggio verso Sassari doveva necessariamente scendere in quella stazione e cambiare treno per imboccare la coincidenza verso la propria destinazione finale.
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