La Sardegna è nata dalla fusione di 2 placche, 30 milioni di anni fa: lo studio
Un'importantissima scoperta che chiarisce ulteriormente l'origine della nostra Isola: ecco cosa hanno capito i ricercatori
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Gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Università Roma Tre hanno elaborato la storia della Sardegna, originata dalla collisione tra due microplacche avvenuta tra 30 e 21 milioni di anni fa.
La ricerca è stata compiuta su campioni di roccia prelevati in diversi luoghi della Sardegna e i risultati pubblicati nella rivista Tectonics.
Secondo Fabio Speranza, Direttore della Sezione Roma2 dell’Ingv, dati paleomagnetici dimostrano che il blocco tettonico Sardo-Corso si è separato dal margine europeo Provenzale-Catalano 21 milioni di anni fa.
L’analisi di campioni ha permesso di scoprire altri dettagli sulla formazione della nostra regione: il blocco tettonico ha subito una rotazione di 120 gradi e si è fuso con una seconda placca situata più a Sud nel corso di milioni di anni.
Secondo Gaia Siravo, ricercatrice dell’Ingv intervistata da Ansa, la Sardegna settentrionale si trovava inizialmente in un’unica placca con la Corsica e la Provenza, mentre la parte meridionale dell’isola era collegata alla placca Iberica, staccatasi dall’Europa circa 120-150 milioni di anni fa. Queste due placche si sarebbero poi fuse tra loro, lungo la faglia di Nuoro.
Poi, l’intera placca Sardo-Corsa, formata dalla fusione delle due microplacche, si sarebbe definitivamente separata dal margine europeo, compiendo una rotazione antioraria di 60 gradi, tra 21 e 15 milioni di anni fa, posizionandosi così nella sua attuale posizione.
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Doccia fredda alla Unipol Domus: Da Cunha gela il Cagliari, finisce 1-2 per il Como

Cagliari ko: contro il Como finisce 1-2. Quinta gara senza vittorie per gli isolani: non basta il cuore di Esposito. Ora la zona calda fa di nuovo paura.
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Un pomeriggio che doveva segnare la scossa e che invece certifica un momento di profonda appannamento. Il Cagliari esce sconfitto dalla sfida interna contro il Como per 2-1, incassando un colpo durissimo che blocca la classifica a quota 30 punti e prolunga un’astinenza da vittorie che dura ormai da cinque turni.
La partita si mette subito in salita per gli isolani. Al 14° minuto, il Como gela lo stadio con Baturina, bravo a capitalizzare una delle prime incursioni lariane. Il Cagliari, però, ha il merito di non sfaldarsi e, trascinato dal calore della Unipol Domus, reagisce con orgoglio nella ripresa.
Al 56°, l’urlo liberatorio: Esposito svetta più in alto di tutti e di testa firma il pareggio. Sembra l’inizio di una rimonta possibile, con una partita che resta in bilico e vibrante per lunghi tratti. Il sogno di ribaltarla si infrange però al 76°, quando il capitano ospite Da Cunha pesca il jolly della serata: un bolide all’incrocio dei pali che chiude i giochi e regala i tre punti alla formazione di Fabregas, ora lanciatissima in zona Champions.
Il dato statistico per il Cagliari è impietoso: 2 pareggi e 3 sconfitte nelle ultime cinque uscite. Se prima di questo turno il margine sulla zona retrocessione era di sei lunghezze, l’incapacità di fare punti pesanti rischia di accorciare pericolosamente le distanze dalle inseguitrici. Il 13° posto attuale non può far dormire sonni tranquilli a una squadra che sembra aver perso quella brillantezza necessaria per chiudere la pratica salvezza.
Non c’è tempo per piangersi addosso. Il calendario mette ora i rossoblù di fronte a una trasferta delicatissima sul campo del Pisa. Sarà un bivio fondamentale della stagione: servirà ritrovare la solidità difensiva e, soprattutto, quel cinismo sotto porta che è mancato contro il Como per evitare che la volata finale si trasformi in un incubo. Il Cagliari rimane a 30 punti, ma per uscire dalle sabbie mobili servirà molto più del solo cuore visto oggi.
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