Quartu, malore per un autista dell’autobus: esce fuori strada e abbatte due semafori
Tragedia sfiorata a Quartu. Il veicolo ha travolto un semaforo e alcune piante prima di finire la sua corsa in un prato contro un albero.
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A Quartu questa mattina è stata sfiorata una tragedia quando un autobus è uscito di strada a causa di ciò che sembra essere un malore dell’autista.
Il veicolo ha travolto un semaforo e alcune piante prima di finire la sua corsa in un prato contro un albero.
L’autista ha perso conoscenza vicino ad un attraversamento pedonale e su una strada molto trafficata di auto. Gli operatori del 118 sono intervenuti prontamente per soccorrere l’autista che è stato trovato accasciato sul volante ma si è presto ripreso.
Sull’incidente sono intervenuti anche la polizia municipale per i rilievi di legge e i vigili del fuoco per garantire la sicurezza della zona.
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“I veri supereroi sono i bambini”: al Microcitemico la Pasqua solidale di Gino Leonardo Mascia con l’associazione Charlie Brown

“È Pasqua per tutti, soprattutto per chi non può decidere dove stare e con chi stare. Immensamente grazie per avermi riempito il cuore di sorrisi.”
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Un incontro carico di emozione e umanità quello avvenuto ieri all’Ospedale Microcitemico di Cagliari, dove l’influencer Gino Leonardo Mascia ha scelto di trascorrere parte della sua giornata portando un sorriso ai piccoli pazienti.
Accompagnato dall’Associazione Charlie Brown, Mascia ha distribuito uova di Pasqua ai bambini ricoverati, regalando un momento di leggerezza e calore in un contesto delicato. Un gesto semplice, ma capace di lasciare un segno profondo.
Sui social, l’influencer ha voluto raccontare l’esperienza con parole intense, rendendo omaggio alla forza dei piccoli pazienti:
“I supereroi esistono, sono quelli che combattono ogni giorno con tutti i loro super poteri, sono quelli che a tutti i costi devono vincere quella battaglia, sono quelli a cui la vita ogni giorno deve sorridere per forza! È Pasqua per tutti soprattutto per chi non può decidere dove stare e con chi stare. Immensamente grazie per avermi riempito il cuore di sorrisi.”
Il messaggio ha raccolto grande partecipazione online, ma al di là delle condivisioni resta soprattutto l’esperienza vissuta tra quelle stanze: sguardi, silenzi, piccoli gesti che non finiscono in una storia Instagram e non si misurano in like.
Perché, in fondo, certe giornate non servono a raccontare chi dona, ma a ricordare chi resiste. E lì dentro, lontano dai riflettori, i veri protagonisti continuano la loro battaglia quotidiana — senza bisogno di essere chiamati eroi.
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