Lo sapevate? In Sardegna ci sono tre parchi dedicati ai dinosauri: ecco dove

Se volete regalare ai vostri bambini un weekend diverso dal solito, sappiate che in Sardegna ci sono ben tre parchi tematici dedicati ai dinosauri: ecco dove
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Se volete regalare ai vostri bambini un weekend diverso dal solito, sappiate che in Sardegna ci sono ben tre parchi tematici dedicati ai dinosauri. Scopriamoli insieme.
Il primo si trova nel nuorese, a Bitti. Si chiama “Bittirex” e mette in mostra, in un enorme e verde parco, le riproduzioni fedeli dei dinosauri più famosi.
BittiRex è un evento culturale realizzato in collaborazione con “Dinosauri in Carne e Ossa”, il brand 100% italiano riconosciuto in tutto il mondo che associa l’intrattenimento a contenuti scientifici garantiti da paleontologi e professionisti del settore. Un appassionante viaggio nella Preistoria che accompagna il visitatore alla scoperta dei giganteschi dinosauri dominatori dell’Era Mesozoica.
Il parco in pillole:
- Intrattenimento e cultura scientifica
- 10 ricostruzioni a grandezza naturale di dinosauri
- Pannelli didattici per soddisfare ogni curiosità
- Ricostruzioni virtuali e fondali di ambientazione
- Sezione come si costruisce un dinosauro
- La Paleontologia in Sardegna: racconto delle ultime scoperte
- Visite guidate, laboratori e giornate evento a tema, per la scuola e per la famiglia
- Il parco è stato creato da un team interamente italiano con la consulenza di paleontologi professionisti in tutte le fasi di realizzazione.
Il secondo parco si trova, invece, all’interno del più noto “Sardegna in miniatura”.
Sardegna, isola delle tartarughe: mareggiata porta alla luce un nido non censito di Caretta caretta

Con questo inaspettato ritrovamento, i nidi censiti in Sardegna nell’estate 2025 salgono a 15.
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Una mareggiata ha svelato, in maniera drammatica, un nido di tartaruga marina non ancora censito sulla spiaggia antistante il Condominio Marina di Santo Stefano, nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Le onde hanno danneggiato la camera del nido, disperdendo numerose uova lungo la battigia e trascinandone altre in mare.
La prontezza di alcuni bagnanti è stata decisiva: accortisi subito della situazione, hanno lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto. Nel giro di poco tempo le biologhe dell’AMP sono giunte sul posto, riuscendo – con l’aiuto dei presenti – a individuare il nido e a recuperare parte delle uova.
Nonostante una frazione sia andata irrimediabilmente perduta, il resto è stato salvato grazie all’intervento dei responsabili scientifici del CRES, che hanno provveduto alla ricollocazione in un nuovo nido, allestito in una zona più interna e protetta della spiaggia, al riparo da ulteriori mareggiate.
Ora non resta che attendere con speranza la schiusa, segno tangibile della resilienza di questa specie minacciata. Un ringraziamento particolare da parte del CRES va al signor Giorgio Bianchi, che con la sua immediata segnalazione ha reso possibile il recupero delle uova, insieme a tutti i bagnanti che non hanno esitato a prestare il proprio aiuto. Con questo episodio, i nidi censiti in Sardegna nell’estate 2025 salgono a 15.

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