Attimi di paura a Sestu, un’auto prende fuoco in mezzo alla strada
Sul posto, a domare le fiamme, sono subito intervenuti i Vigili del fuoco, allertati dal conducente del veicolo.
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L’enigma silenzioso di via Mandrolisai: tra i ruderi di Santu Perdixeddu batte ancora il cuore antico di Cagliari.
Proprio lì, nell’abbraccio quasi invisibile che lega i piedi del colle di San Michele al crocevia urbano tra via Mandrolisai e via Sarrabus, si celano oggi pochi e silenziosi resti di quella che fu una chiesa seicentesca, un luogo sospeso che la memoria popolare custodisce gelosamente sotto il nome di Santu Perdixeddu o su casinu de sa Marchesa, definendola a gran voce come la piccola chiesa dimenticata della città che attende ancora di essere pienamente compresa.
Questa minuscola chiesa, probabilmente edificata nella prima metà del XVII secolo, pare sia stata costruita su iniziativa di influenti famiglie nobiliari locali, come la potente casata dei Carroz, sebbene lo scorrere inesorabile dei secoli abbia reso la sua intitolazione non del tutto certa, lasciando spazio a diverse suggestioni storiche che oscillano tra chi la ricorda come San Giorgio, chi la associa a San Michele o chi la identifica addirittura come San Pietro proprio per la sua modesta dimensione che ne ha condizionato l’identità e il destino.
Oggi Santu Perdixeddu è purtroppo ridotto a un rudere, un ammasso di ciò che resta tra pietre levigate dal tempo e pochi, fragili tratti di muratura che sembrano custodire gelosamente l’eco di un passato che non trova una lapide che lo riconosca ufficialmente, rendendo il sito non segnalato e non valorizzato mentre si nasconde con timidezza tra le mura moderne della città che sono cresciute attorno ad esso, finendo per soffocarne la voce originale.
La chiesa fu progressivamente abbandonata nei secoli successivi alla sua costruzione, forse per lo spostamento dei nuclei abitati e delle parrocchie verso zone più centrali della città oppure per l’assenza di una comunità religiosa stabile che ne mantenesse attivi il culto e la manutenzione, avviando così un declino inesorabile che ha trasformato lo spazio sacro in un’ombra; con l’avvento dei massicci piani di urbanizzazione del Novecento e la travolgente crescita urbana di Cagliari, Santu Perdixeddu finì per essere inglobata nella città moderna, dimenticata dai flussi del traffico, trascurata dalle istituzioni e lasciata al degrado in un contrasto stridente tra la frenesia del presente e la staticità dei suoi resti.
Oggi questo luogo parla ancora con forza attraverso le sue pietre superstiti e rappresenta un’opportunità unica per chi ama perdersi negli strati nascosti della storia urbana di Cagliari, invitando il passante curioso a cercare risposte oltre il tempo e a riscoprire un passato spesso ignorato ma incredibilmente ricco di fascino, ponendo a ognuno di noi una domanda che risuona tra i palazzi circostanti: e tu la conoscevi? (Foto Gruppo Facebook Cagliari Vivere in Vacanza).