Il concerto di Salmo in piena pandemia: al rapper una multa di 5mila euro
Alla fine al rapper è stata contestata solo la mancata richiesta delle autorizzazioni amministrative necessarie per l'organizzazione del concerto
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I giudici del Tribunale di Tempio Pausania hanno deciso: cinquemila euro di multa per il rapper sardo Salmo, che il 13 agosto dello scorso anno tenne un concerto ad Olbia ritenuto abusivo perché in violazione delle disposizioni anti Covid che erano in vigore in quel periodo.
Il cantante è stato ritenuto responsabile della mancata richiesta delle autorizzazioni amministrative necessarie per l’organizzazione del concerto, al quale, tramite un passaparola sui social, parteciparono migliaia di persone.
Le ipotesi di reato inerenti la violazione della norme di prevenzione contro la diffusione del Covid-19 sono state invece archiviate.
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Scoperta centrale dello spaccio nel cuore di Cagliari, arrestato 30enne. Sequestrati oltre 5 kg di droga e 10 mila euro

Tra le sostanze sequestrate, la “Piatella”, un raro e pregiato hashish bianco ad altissimo contenuto di THC, e diversi panetti riconducibili a una produzione artigianale realizzata in Sardegna.
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La Polizia di Stato di Cagliari ha arrestato un 30enne cagliaritano con l’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, scattata all’alba di giovedì, è il risultato di un’articolata attività info-investigativa condotta dagli agenti della Squadra Mobile – Sezione “Falchi” della Criminalità Diffusa, che avrebbe permesso di individuare e smantellare una presunta centrale di spaccio attiva nel cuore della città.
Durante la perquisizione nell’abitazione del giovane, i poliziotti hanno rinvenuto oltre 2,5 kg di hashish suddivisi in 25 panetti e dosi già pronte, 2,3 kg di marijuana, circa 10.000 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita, nonché bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
Tra le sostanze sequestrate spiccano 15 grammi di “Piatella”, un raro e pregiato hashish bianco ad altissimo contenuto di THC, e diversi panetti riconducibili – secondo gli investigatori – a una produzione artigianale realizzata con infiorescenze coltivate in Sardegna.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’abitazione sarebbe diventata un punto di riferimento per l’approvvigionamento di droga destinata alla cosiddetta “mala movida” cagliaritana, in particolare nell’area del centro storico già sottoposta a ordinanza prefettizia.
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