Tragedia a Porto Cervo. Yacht finisce sugli scogli: un morto e sei feriti
Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente potrebbe essere stato causato dalla manovra improvvisa del comandante dello yacht per evitare la collisione con un'altra imbarcazione.
canale WhatsApp
Uno yacht di 21 metri è finito ieri sera sugli scogli al largo di Porto Cervo.
Il bilancio dell’incidete è pesantissimo: un morto e sei feriti. La vittima è un uomo di 60 anni, morto subito dopo l’arrivo dei soccorsi.
Gli alti 6 feriti a bordo del mezzo sono stati sbarcati a Porto Cervo e assistiti sul posto dai medici del 118. Due sono in gravi condizioni e sono stati trasferiti in ospedale con codice rosso.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente potrebbe essere stato causato dalla manovra improvvisa del comandante dello yacht per evitare la collisione con un’altra imbarcazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
(FOTO) In migliaia a Cagliari contro il trasferimento dei detenuti al 41-bis in Sardegna

Dal palco è arrivato un messaggio chiaro: la Sardegna non intende diventare il terminale di una strategia nazionale che concentra nell’Isola detenuti condannati per reati di stampo mafioso. Tra le preoccupazioni espresse, l’impatto sull’organizzazione della giustizia e della sanità e i possibili effetti sui territori coinvolti.
canale WhatsApp
Il centro di Cagliari si è riempito questa mattina di cittadini determinati a far sentire la propria voce contro il piano del Governo che prevede il trasferimento nell’Isola di una quota significativa di detenuti sottoposti al regime di 41-bis, destinati a tre carceri sarde. Una mobilitazione netta, compatta, che ha trasformato piazza Palazzo – sede della Prefettura e simbolo della storia istituzionale dell’Isola – in un luogo di protesta e rivendicazione.
L’iniziativa, promossa dalla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, ha visto la presenza di numerosi sindaci con la fascia tricolore, delle principali organizzazioni sindacali e di rappresentanti politici del campo largo.
Dal palco è arrivato un messaggio chiaro: la Sardegna non intende diventare il terminale di una strategia nazionale che concentra nell’Isola detenuti condannati per reati di stampo mafioso. Tra le preoccupazioni espresse, l’impatto sull’organizzazione della giustizia e della sanità e i possibili effetti sui territori coinvolti.
“Non vogliamo subire l’ennesima servitù – ha dichiarato Todde –. Questa piazza non è contro lo Stato, ma chiede rispetto per i sardi e per le istituzioni regionali”. La presidente ha rilanciato la richiesta di modificare la normativa: “La preferenza per le aree insulari prevista dall’articolo 41-bis è una discriminazione e va rimossa. Non possiamo accettare norme che penalizzano la Sardegna”.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha ricordato l’ordine del giorno approvato a larga maggioranza dall’assemblea: “Non si tratta solo di numeri, ma di una scelta politica precisa. La Sardegna è pronta a fare la sua parte per la legalità e il contrasto alle mafie, ma non accetta decisioni imposte senza confronto istituzionale”.
.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





