La ricetta di oggi. Orziadas fritte, delizia della cucina di mare sarda
Le orziadas, o anemoni di mare o attinie, sono un piatto saporito dal gusto molto particolare, ottime come antipasto. Servitele con un Semidano freschissimo.
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La ricetta Vistanet di oggi: orziadas fritte, delizia della cucina di mare sarda.
Le orziadas, o anemoni di mare o attinie, sono un piatto saporito dal gusto molto particolare, ottime come antipasto. Servitele con un Semidano freschissimo.
Ingredienti:
600 grammi di orziadas
farina 00
semola di grano duro
olio extravergine d’oliva
limoni
sale
Preparazione
Lavate bene le attinie, preferibilmente con acqua di mare. Usate dei guanti di gomma per lavarle perché i tentacoli degli anemoni sono urticanti. Scolatele poi versate nel recipiente la semola e la farina (tre quarti di semola e un quarto di farina). Versate gli anemoni e rigirateli per coprirli in ogni parte. Versatele in una padella con l’olio bollente. Dopo pochi minuti di cottura raccoglietele con una schiumarola e sistematele in un piatto con carta assorbente da cucina per far assorbire l’olio in eccesso. Salate e servite calde con gli spicchi di limone da spremere. Servitele con una bottiglia di Semidano freschissimo.
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La Sardegna set d’eccezione per “Portobello”: la serie di Bellocchio su Enzo Tortora in onda su HBO

Le riprese, iniziate nel 2024, approdano sul colosso americano. Una casa di via San Martino e numerose comparse locali nel cast della fiction che ripercorre l'odissea giudiziaria del celebre conduttore.
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C’è un pezzo di Sardegna, e in particolare di Selargius, nel prestigioso catalogo di HBO. La serie televisiva “Portobello”, diretta da Marco Bellocchio, è ora disponibile sulla piattaforma internazionale, portando sul piccolo schermo la drammatica vicenda umana e giudiziaria di Enzo Tortora.
Le riprese nell’Isola, iniziate nel 2024, hanno toccato diversi centri, ma è a Selargius che la produzione ha trovato una delle sue location chiave: una casa storica in via San Martino. Oltre ai luoghi, la Sardegna ha contribuito con un nutrito numero di comparse locali, integrate in una produzione che ha attraversato anche Roma, la Campania e la Lombardia.
Divisa in sei episodi, la serie vede Fabrizio Gifuni vestire i panni di Enzo Tortora, il popolarissimo conduttore che nel 1983 fu travolto da accuse infamanti di associazione camorristica e traffico di droga. Un cast di stelle lo affianca, tra cui: Alessandro Preziosi, Barbora Bobulova, Lino Musella, Romana Maggiora Vergano. La sceneggiatura, firmata dallo stesso Bellocchio insieme a Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, punta a restituire un ritratto sfaccettato e profondo dell’uomo dietro il personaggio pubblico.
Il regista ha chiarito fin dall’inizio l’intento dell’opera: scavare nella sofferenza e nella lotta di un uomo che visse una delle più clamorose odissee giudiziarie della storia italiana. «Voglio esplorare la complessità di Tortora, evitando di santificarlo», ha dichiarato Bellocchio. L’obiettivo è analizzare come quel calvario, conclusosi con una piena assoluzione ma terminato troppo tardi per salvargli la vita, abbia segnato per sempre la cultura e il sistema giudiziario del nostro Paese.
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