La ricetta di oggi. Orziadas fritte, delizia della cucina di mare sarda
Le orziadas, o anemoni di mare o attinie, sono un piatto saporito dal gusto molto particolare, ottime come antipasto. Servitele con un Semidano freschissimo.
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La ricetta Vistanet di oggi: orziadas fritte, delizia della cucina di mare sarda.
Le orziadas, o anemoni di mare o attinie, sono un piatto saporito dal gusto molto particolare, ottime come antipasto. Servitele con un Semidano freschissimo.
Ingredienti:
600 grammi di orziadas
farina 00
semola di grano duro
olio extravergine d’oliva
limoni
sale
Preparazione
Lavate bene le attinie, preferibilmente con acqua di mare. Usate dei guanti di gomma per lavarle perché i tentacoli degli anemoni sono urticanti. Scolatele poi versate nel recipiente la semola e la farina (tre quarti di semola e un quarto di farina). Versate gli anemoni e rigirateli per coprirli in ogni parte. Versatele in una padella con l’olio bollente. Dopo pochi minuti di cottura raccoglietele con una schiumarola e sistematele in un piatto con carta assorbente da cucina per far assorbire l’olio in eccesso. Salate e servite calde con gli spicchi di limone da spremere. Servitele con una bottiglia di Semidano freschissimo.
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Poetto: la mareggiata porta in riva un vascello di fine Settecento

Le mareggiate da record portano a riva i resti di un’imponente imbarcazione storica: gli esperti confermano il legame con la flotta francese che assediò Cagliari nel 1793.
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La forza bruta del ciclone Harry ha smosso i fondali del Golfo degli Angeli, trasformando la spiaggia del Poetto in un palcoscenico di storia antica. Tra la schiuma delle onde imponenti, sono riemersi i resti monumentali di un’imbarcazione che il mare custodiva da secoli, lasciando sbalorditi i primi passanti che si sono trovati di fronte a quella che sembrava una sagoma spettrale depositata sul bagnasciuga. A darne notizia è la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari.
Le segnalazioni dei cittadini hanno attivato una macchina dei soccorsi archeologici senza precedenti. Il Nucleo di tutela dei Carabinieri e il Comune di Cagliari sono intervenuti tempestivamente per strappare alla furia degli elementi i fragili legni ormai esposti sulla sabbia. Un’operazione di recupero delicata che ha permesso di mettere in sicurezza diversi elementi della struttura portante dell’imbarcazione, tra cui spiccano madieri e coste, insieme a una serie di frammenti ancora avvolti nel mistero che richiederanno studi più approfonditi.
I primi rilievi tecnici raccontano una storia affascinante: i reperti appartengono a un vascello di età moderna dalle dimensioni probabilmente imponenti. Non si tratta, tuttavia, di un ritrovamento del tutto inaspettato per gli studiosi. Il tratto di mare antistante il Lido dell’Aeronautica Militare è infatti noto per ospitare i segreti di due relitti risalenti alla fine del XVIII secolo, ampiamente documentati dalle antiche carte nautiche e dalle cronache del tempo.
Quei legni riportati alla luce dalla tempesta sembrano essere i testimoni silenziosi della spedizione francese del 1793, quando la flotta rivoluzionaria tentò invano di conquistare l’Isola. Dopo oltre due secoli di oblio sotto il fondale marino, il mare ha deciso di restituire un pezzo di quella memoria, offrendo a Cagliari l’occasione unica di toccare con mano un frammento della sua gloriosa resistenza storica.
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