Omissione di soccorso dopo aver causato un incidente a Quartu: nei guai un 30enne
Il 30enne, un operaio di Monserrato con precedenti, è stato denunciato
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Ieri a Monserrato, i carabinieri della locale Stazione, a conclusione di una breve indagine, hanno denunciato per inottemperanza all’obbligo di prestare soccorso, un trentenne del luogo.
L’uomo è un operaio con precedenti denunce a carico.
I militari operanti hanno accertato che l’uomo, il 5 giugno scorso a Quartu Sant’Elena in Viale lungomare del Golfo, all’intersezione della rotonda per Margine Rosso, alla guida della propria autovettura BMW, in strada comunale Pardinexeddu, dopo aver provocato un sinistro stradale, si era allontanato dal luogo dell’evento senza prestare soccorso ad eventuali feriti effettivamente presenti sull’altra autovettura.
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Loredana Barra guida Uisp in Libano: sport e formazione per le comunità fragili di “Ana Kamen – Phase 2”

Loredana Barra è in Libano con Uisp per il progetto “Ana Kamen – Phase 2”, portando sport, educazione e inclusione nelle scuole dei territori di confine. Un passo alla volta, per costruire comunità più forti e bambini più liberi di crescere.
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Prosegue in Libano la missione internazionale della Uisp per promuovere lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale. Loredana Barra, presidente di Uisp Sardegna APS e responsabile Formazione e Sviluppo Uisp, è sul campo con il progetto “Ana Kamen – Phase 2”, che sostiene le comunità locali attraverso educazione, formazione e riqualificazione degli spazi scolastici.
La missione si svolge in territori fragili, segnati da povertà e dalle conseguenze dei conflitti. «Abbiamo iniziato con la soddisfazione di ricevere feedback positivi dalla missione precedente – racconta Barra –. Ora visiteremo scuole riqualificate e terremo corsi di formazione per insegnanti, genitori e operatori sociali, costruendo comunità educanti capaci di generare benessere e opportunità».
Dal villaggio rurale di Kneisseh, al confine con la Siria, Barra descrive la difficile realtà locale: povertà diffusa, assenza di servizi e di riconoscimento statale. Nonostante le difficoltà, la missione prosegue con un approccio educativo basato sull’esperienza diretta e sul movimento, trasformando strumenti semplici in dispositivi pedagogici: il paracadute diventa un gioco di geografia, la corda un ostacolo da superare insieme, promuovendo inclusione e autostima.
«Il cambiamento passa attraverso l’educazione – spiega Barra –. Le insegnanti hanno il potere di trasformare il futuro dei bambini, anche in contesti così complessi». La risposta delle educatrici locali sorprende e incoraggia: attraverso il gioco e il movimento scelgono di mettersi in ascolto e sperimentare nuovi modi di apprendere.
Anche se le scuole appaiono come strutture chiuse e protette da barriere, da questi spazi può nascere il cambiamento: ciò che sembra una gabbia può diventare un punto di partenza per far volare i bambini. La missione Uisp continua “un passo alla volta, un bambino alla volta, un adulto alla volta”, portando sport, educazione e diritti nei contesti più fragili, dove il movimento diventa strumento di dignità, crescita e speranza.
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