Un altro furto al Carrefour di San Sperate: denunciate tre persone
Sono state fondamentali le immagini del sistema interno di videosorveglianza che hanno consentito di immortalare i responsabili
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Ieri a San Sperate, in seguito a una denuncia querela presentata dal responsabile della sicurezza dell’ipermercato Carrefour di Via San Sperate, Strada Statale 131, km 15 + 600, i carabinieri hanno denunciato per furto aggravato, tre algerini tutti i domiciliati presso il poco distante CAS di Monastir, rispettivamente di 18, 20 e 45 anni.
Gli stessi sono stati riconosciuti come responsabili del furto di alcuni capi di vestiario e di bevande, perpetrato poche ore prima ai danni della citata attività commerciale.
La refurtiva è stata recuperata e restituita al gestore dell’esercizio pubblico. Sono state fondamentali le immagini del sistema interno di videosorveglianza che ha consentito di immortalare le immagini dei responsabili e di confrontarle con quelle dei sospettati.
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In Sardegna c’è una roccia che sembra un pinguino addormentato: sapete dove si trova?

Tra foreste incantate e muschi invernali, una scultura naturale sorveglia il luogo dove il tempo si è fermato vent’anni fa, purtroppo a causa di una terribile tragedia.
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Esiste un angolo di Sardegna dove il granito sembra prendere vita, modellato dal vento fino a assumere sembianze quasi tenere. È qui che si trova una particolarissima roccia che sembra un muso, un incredibile monumento naturale che, agli occhi dei camminatori più attenti, appare come un pinguino addormentato nel cuore dei boschi. Un’immagine buffa, quasi fiabesca, che contrasta però con il silenzio solenne di una terra che ha vissuto uno dei momenti più drammatici della cronaca isolana.
Questo guardiano di pietra si trova immerso nei monti dei Sette Fratelli, nel territorio di Sinnai. È proprio qui, in questo scenario impervio a pochi passi da Cagliari, che nel 2004 si consumò una tragedia che sconvolse l’Italia intera. Un aereo Cessna 500, in volo d’urgenza da Roma verso l’ospedale Brotzu, precipitò tra queste vette.
A bordo c’era un dono di vita: un cuore prelevato da una donatrice al San Camillo di Roma e destinato a un trapianto salvavita. Nello schianto persero la vita l’intera equipe medica guidata dal cardiochirurgo Alessandro Ricchi, insieme ai suoi colleghi e ai due piloti. Ancora oggi, tra la vegetazione, i resti del velivolo restano a testimonianza di quel sacrificio estremo per la vita altrui.
Nonostante il peso della storia, i luoghi restano incontaminati e carichi di un fascino magnetico. In questa stagione, i boschi di Sinnai offrono il loro profilo migliore: i sentieri si tingono del verde brillante del muschio e del profumo di sottobosco, tra funghi che spuntano dal terreno umido e distese di ghiande, la foresta sembra riposare sotto il cielo invernale.
Insomma, cercare la roccia del pinguino diventa un esercizio di osservazione, un modo per riscoprire il piacere della lentezza. Grazie agli scatti di Tore Orrù, possiamo ammirare la perfezione di questa roccia che sembra voler proteggere, col suo sonno eterno, la quiete di una montagna che ha tanto da raccontare. Un luogo che vale la pena visitare non solo per la bellezza paesaggistica, ma per rendere omaggio a chi, su queste cime, ha inseguito fino all’ultimo un sogno di speranza.
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