Un altro furto al Carrefour di San Sperate: denunciate tre persone
Sono state fondamentali le immagini del sistema interno di videosorveglianza che hanno consentito di immortalare i responsabili
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Ieri a San Sperate, in seguito a una denuncia querela presentata dal responsabile della sicurezza dell’ipermercato Carrefour di Via San Sperate, Strada Statale 131, km 15 + 600, i carabinieri hanno denunciato per furto aggravato, tre algerini tutti i domiciliati presso il poco distante CAS di Monastir, rispettivamente di 18, 20 e 45 anni.
Gli stessi sono stati riconosciuti come responsabili del furto di alcuni capi di vestiario e di bevande, perpetrato poche ore prima ai danni della citata attività commerciale.
La refurtiva è stata recuperata e restituita al gestore dell’esercizio pubblico. Sono state fondamentali le immagini del sistema interno di videosorveglianza che ha consentito di immortalare le immagini dei responsabili e di confrontarle con quelle dei sospettati.
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41 bis, Alessandra Todde ai sardi: “Mobilitiamoci per la Sardegna. Non diventeremo un’isola carcere”

“Non possiamo accettare che la Sardegna venga trasformata in un’isola carcere. Facciamo sentire la nostra voce, per dire con forza che la Sardegna non ci sta”.
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La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, lancia un appello diretto ai cittadini e alle cittadine attraverso un reel pubblicato oggi sui propri canali social, dedicato al tema dell’utilizzo di tre carceri sarde, Uta, Bancali e Badu ‘e Carros, come strutture destinate al regime del 41 bis.
La Presidente ripercorre le iniziative istituzionali già avviate sul tema, ricordando di aver inviato nel giugno 2025 una nota al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a seguito delle prime notizie sull’ipotesi di destinare le case circondariali di Bad’e Carros, Bancali e Uta al 41 bis. A quella comunicazione seguì un incontro nel mese di settembre, nel corso del quale, riferisce Todde, “il ministro aveva assicurato che nessuna decisione sarebbe stata assunta senza il coinvolgimento delle istituzioni regionali”.
“Questo coinvolgimento, però, non c’è stato”, afferma la Presidente, richiamando il verbale della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre, in cui il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro ha fornito un’informativa che, secondo Todde, conferma l’esistenza di un disegno preciso.
Nel documento si fa riferimento a sette carceri dedicate al 41 bis in Italia, preferibilmente localizzate nelle aree insulari, e vengono indicate, per la Sardegna, proprio le strutture di Bad’e Carros, Bancali e Uta. Inoltre, rispetto ai 192 posti inizialmente previsti, è indicato un incremento di almeno il 20 per cento, che porterebbe a circa 240 detenuti al 41 bis, oltre un terzo dell’intera popolazione nazionale sottoposta a questo regime.
La Presidente sottolinea le ricadute che una scelta di questo tipo avrebbe sull’isola: “Parliamo di un impatto diretto sull’economia, sulla sicurezza dei territori, sulla sanità pubblica finanziata dai sardi e sull’esecuzione penale ordinaria, perché i detenuti sardi sarebbero costretti a scontare la pena fuori dalla Sardegna”. Nel reel, Todde respinge le accuse di strumentalizzazione ricevute nei mesi scorsi e ribadisce che i documenti ufficiali dimostrano la fondatezza delle preoccupazioni espresse dalla Regione.
“Non possiamo accettare che la Sardegna venga trasformata in un’isola carcere”, afferma la Presidente, che conclude con un appello alla mobilitazione: “Chiedo ai sardi e alle sarde di far sentire la propria voce insieme a me, per dire con forza che la Sardegna non ci sta e che vuole scegliere da sola il proprio destino”.
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