Evade dai domiciliari e gironzola furtivo per i reparti dell’ospedale di San Gavino: 51enne arrestato
Il personale medico e paramedico dell'ospedale aveva notato uno sconosciuto gironzolare all'interno dei vari reparti della struttura sanitaria, forse con l’intento di compiere dei furti
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Ieri sera a San Gavino Monreale, è giunta una richiesta di aiuto da parte di personale medico dell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria”.
Il personale medico e paramedico dell’ospedale aveva notato uno sconosciuto gironzolare all’interno dei vari reparti della struttura sanitaria, forse con l’intento di compiere dei furti. I carabinieri hanno così proceduto all’arresto in flagranza di reato, per il reato di evasione, di un 51enne di Sanluri, disoccupato, noto alle forze dell’ordine, percettore tra l’altro del reddito di cittadinanza.
L’uomo, infatti, è risultato sottoposto alla misura della “detenzione domiciliare”, con facoltà di uscire dalla propria abitazione in orari precisi e solo all’interno del Comune di Sanluri.
L’arrestato è stato riportato presso la propria abitazione dov’è tornato al regime degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, fissata per oggi.
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Chi è in Sardegna “s’accozzau”?

Non è una figura mitologica, né un operaio che fatica più degli altri, è una persona ben precisa. Andiamo a scoprirla.
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Chi è in Sardegna “s’accozzau”?
Non è una figura mitologica, né un operaio che fatica più degli altri, è una persona ben precisa. Andiamo a scoprirla.
In Sardegna c’è s’accozzau, colui che ottiene sempre qualcosa prima degli altri e nel modo migliore. Un privilegiato.
S’accozzau, il superpotere sardo di arrivare sempre prima. Chi è in Sardegna s’accozzau è una domanda che merita una risposta seria solo in apparenza, perché non si tratta di una figura mitologica né di un operaio che fatica più degli altri, ma di una figura ben precisa, radicata nell’immaginario collettivo isolano e perfettamente riconoscibile da chiunque abbia vissuto almeno una volta la vita quotidiana sarda. In Sardegna c’è s’accozzau, colui che ottiene sempre qualcosa prima degli altri e nel modo migliore, una presenza costante e puntuale, capace di comparire quando c’è un posto da assegnare, un favore da ottenere o una fila da accorciare.
Accozzato è voce del verbo accozzare, come ricorda il vocabolario Treccani, che indica il mettere insieme in modo disordinato persone o cose, accozzare uomini e donne di età diversa, non riuscire ad accozzare le idee, accozzare le carte mettendo insieme quelle dello stesso seme, oppure, nella forma transitiva e riflessiva, incontrarsi, imbattersi, riunirsi insieme, detto di persone o cose; una definizione apparentemente innocua che, una volta sbarcata in Sardegna, ha subito una trasformazione semantica degna di nota.
Nell’isola infatti il verbo accozzare è diventato sinonimo perfetto della parola italiana raccomandare, assumendo un significato molto più pratico e molto meno poetico, tanto che dire che qualcuno è accozzato non ha mai un’accezione neutra, anzi. E così s’accozzau è colui che ottiene un lavoro prima di persone che gli stavano davanti per meriti, che riceve gratifiche e regali, o che semplicemente salta una fila con la naturalezza di chi sembra capitato lì per caso, ma in realtà è sempre capitato nel posto giusto al momento giusto.
Una figura che suscita ironia, sospetto e inevitabili commenti a bassa voce, perché in Sardegna tutti sanno cos’è s’accozzau, tutti lo riconoscono quando lo vedono e tutti, almeno una volta, si sono chiesti se conoscono qualche accozzato, magari scoprendo che non è poi così lontano come si pensava.
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