Cagliari, una nuova Jacaranda nel largo Carlo Felice
L’esemplare rimosso è stato portato al vivaio comunale di Corongiu, dove sarà curato
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Nuova Jacaranda nel largo Carlo Felice a Cagliari.
Questa mattina si è proceduto al previsto intervento di cavatura della Jacaranda n° 74 nel Largo Carlo Felice ad angolo con la Via Mameli, con procedura d’urgenza, in seguito ai lavori per i sottoservizi, eseguiti senza la preventiva autorizzazione del Servizio Parchi, Verde e Gestione Faunistica, da parte di un’impresa di manutenzione delle linee telefoniche il 19 aprile scorso.
In seguito all’intervento, l’esemplare di Jacaranda cavato è stato trasportato al Vivaio comunale di Corongiu, dove sarà sottoposto alle cure del caso.
Contestualmente si è provveduto alla messa a dimora in loco di un esemplare sostitutivo di Jacaranda adulto.
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Carburanti alle stelle in Sardegna, il gasolio tocca 2,18 euro e scoppia la protesta

La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma e in Sardegna il gasolio raggiunge quota 2,18 euro al litro, un dato che fotografa una situazione sempre più critica per automobilisti e famiglie, mentre nell’Isola si registra il secondo incremento più alto per la benzina in sole 24 ore, alimentando polemiche e proteste da parte delle associazioni dei consumatori e di chi ogni giorno deve fare i conti con il pieno sempre più caro.
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Carburanti alle stelle in Sardegna, il gasolio tocca 2,18 euro e scoppia la protesta.
La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma e in Sardegna il gasolio raggiunge quota 2,18 euro al litro, un dato che fotografa una situazione sempre più critica per automobilisti e famiglie, mentre nell’Isola si registra il secondo incremento più alto per la benzina in sole 24 ore, alimentando polemiche e proteste da parte delle associazioni dei consumatori e di chi ogni giorno deve fare i conti con il pieno sempre più caro.
Il parere dell’Unione nazionale consumatori è netto e non lascia spazio a interpretazioni, definendo quanto sta accadendo una vergogna e sottolineando come i prezzi, invece di scendere, continuino imperterriti a salire, rappresentando l’ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti.
I numeri confermano una tendenza che non accenna a rallentare, con il diesel self che in sole 24 ore è passato da 2,174 euro al litro dell’8 aprile a 2,181 di oggi, una media che rappresenta un incremento secco di 7 centesimi, mentre per la benzina l’aumento appare leggermente più contenuto ma comunque significativo, passando da 1,790 euro al litro a 1,794, con un rialzo di 4 centesimi che colloca la Sardegna tra le regioni con i rincari giornalieri più elevati, seconda solo a realtà come Abruzzo ed Emilia Romagna dove l’aumento ha raggiunto i 5 centesimi.
Il confronto con le settimane precedenti rende ancora più evidente la portata dell’aumento, considerando che il 3 marzo, quando hanno iniziato a sentirsi gli effetti dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, il gasolio era venduto a 1,762 al litro e la benzina a 1,700, valori ormai lontani rispetto ai livelli attuali e che testimoniano un’impennata significativa in un arco temporale relativamente breve. A livello nazionale la situazione non è uniforme ma resta comunque preoccupante, con alcune regioni che registrano prezzi ancora più elevati, come la Calabria dove si supera la soglia di 2,2 euro al litro per il gasolio, segnale di un fenomeno diffuso e non circoscritto.
Le critiche si concentrano anche sull’andamento dei mercati internazionali, con l’Unione nazionale consumatori che evidenzia come i prezzi avrebbero dovuto scendere già ieri, alla luce delle dichiarazioni di Trump sulla tregua di due settimane e del conseguente calo del petrolio, con il Wti che nella notte aveva già registrato una discesa del 10% arrivando poi al 18% e chiudendo a New York a 94,41 dollari con una perdita superiore al 16,41%, un andamento che avrebbe dovuto riflettersi anche sui prezzi alla pompa. Nonostante questo, in media, nessuno ha ridotto i prezzi, una situazione che viene definita scandalosa e che alimenta il malcontento tra i consumatori, sempre più esposti alle oscillazioni del mercato senza percepire benefici quando le quotazioni internazionali scendono.
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