Cagliari, raccolta di generi alimentari per il popolo ucraino: ecco dove e quando consegnarli
Cagliari abbraccia ancora l'Ucraina messa in ginocchio dalla guerra: due giorni per donare generi alimentari
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Raccolta benefica di generi alimentare per il popolo ucraino all’Ex Dazio di Pirri
A sostegno del popolo ucraino, all’unanimità il Consiglio della Municipalità di Pirri ha temporaneamente destinato lo spazio Ex Dazio di piazza Italia alla raccolta di generi alimentari.
Questi i giorni e gli orari in cui si può contribuire alla raccolta benefica:
- mercoledì, dalle 16 alle 18;
- sabato, dalle 9 alle 13.
La presidente Maria Laura Manca: “Ringrazio tutti per il sostegno. Per quanto piccolo sarà comunque utile”. A supportare l’iniziativa l’Associazione OCI – Organizzazione Cittadini Immigrati.
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Oristano, l’animalista Enrico Rizzi interviene sulla morte del cavallo alla Sartiglia: “Il vostro folklore uccide”

“Un cavallo non nasce per stare in mezzo alla folla, tra rumori, stress, asfalto, tensione e caos. Nasce per correre libero e vivere secondo la sua natura. Invece, ancora nel 2026, continuiamo a chiamare ‘tradizione’ ciò che per gli animali è sfruttamento”, scrive l’animalista.
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La morte di un cavallo alla Sartiglia di Oristano, avvenuta ieri prima ancora dell’inizio della celebre corsa, ha scatenato un acceso intervento dell’animalista Enrico Rizzi. In un post pubblicato sui suoi canali social, Rizzi ha espresso tutta la sua indignazione, suscitando un’ondata di reazioni e commenti tra cittadini, appassionati di cavalli e animalisti.
“Alla Sartiglia di Oristano, un cavallo è crollato a terra ed è morto prima ancora che iniziasse la corsa. Un infarto, dicono. Oggi leggiamo il dolore dei proprietari, le lacrime, la disperazione. Ma c’è una verità che nessun giornale vuole dire: di quel dolore il cavallo non se ne fa più nulla”, scrive Rizzi, sottolineando come amare un animale significhi proteggerlo e non esporlo a stress o pericoli per il divertimento umano.
Secondo Rizzi, la pratica della Sartiglia, pur celebrata come tradizione, mette i cavalli in condizioni incompatibili con la loro natura. “Un cavallo non nasce per stare in mezzo alla folla, tra rumori, stress, asfalto, tensione e caos. Nasce per correre libero e vivere secondo la sua natura. Invece, ancora nel 2026, continuiamo a chiamare ‘tradizione’ ciò che per gli animali è sfruttamento”, scrive l’animalista.
Il post prosegue con un’accusa diretta all’uomo: “Potete fare tutti i controlli veterinari che volete, potete parlare di fatalità, ma finché userete gli animali come strumenti per lo spettacolo queste morti avranno sempre un responsabile: l’uomo. Il rispetto per gli animali non si dimostra con le lacrime. Le vostre tradizioni continuano a uccidere. Lui è morto. Il vostro indegno folklore è ancora vivo. Questa è la vostra vergogna.”
Il messaggio di Rizzi ha acceso il dibattito sul ruolo degli animali nelle manifestazioni tradizionali, tra chi invoca il rispetto delle tradizioni locali e chi sostiene la necessità di una maggiore tutela degli animali coinvolti.
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