Travolta da un’auto in viale Marconi, Gaia si risveglia: “Grazie per essermi stati vicini”
Gaia Andreucci, la 19enne di Selargius travolta da un'auto lo scorso sabato in viale Marconi, si è risvegliata e ha postato un messaggio su Facebook
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Si è risvegliata e ha dedicato un pensiero, affidato al suo profilo Facebook, a tutti gli amici che pregavano per lei e speravano in una sua ripresa.
Gaia Andreucci, la 19enne di Selargius travolta da un’auto lo scorso sabato in viale Marconi, dopo il ricovero al Policlinico di Monserrato, si è così rivolta a tutta la comunità cagliaritana, agli amici e ai parenti: “Ciao a tutti, mi sono risvegliata e piano piano mi sto riprendendo, scusate se non riesco a rispondere a tutti ma siete seriamente tanti. Grazie mille a tutti che mi siete stati vicini e avete pregato per me”.
Un primo, importante passo verso il ritorno alla normalità, dopo l’orribile accaduto.
A breve lascerà il reparto di terapia intensiva, dove si trovava ricoverata dall’alba dello scorso sabato. Ora si attendono notizie di Giulia, la sua amica, coinvolta insieme a Gaia nell’incidente di sei giorni fa.
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Loredana Barra guida Uisp in Libano: sport e formazione per le comunità fragili di “Ana Kamen – Phase 2”

Loredana Barra è in Libano con Uisp per il progetto “Ana Kamen – Phase 2”, portando sport, educazione e inclusione nelle scuole dei territori di confine. Un passo alla volta, per costruire comunità più forti e bambini più liberi di crescere.
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Prosegue in Libano la missione internazionale della Uisp per promuovere lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale. Loredana Barra, presidente di Uisp Sardegna APS e responsabile Formazione e Sviluppo Uisp, è sul campo con il progetto “Ana Kamen – Phase 2”, che sostiene le comunità locali attraverso educazione, formazione e riqualificazione degli spazi scolastici.
La missione si svolge in territori fragili, segnati da povertà e dalle conseguenze dei conflitti. «Abbiamo iniziato con la soddisfazione di ricevere feedback positivi dalla missione precedente – racconta Barra –. Ora visiteremo scuole riqualificate e terremo corsi di formazione per insegnanti, genitori e operatori sociali, costruendo comunità educanti capaci di generare benessere e opportunità».
Dal villaggio rurale di Kneisseh, al confine con la Siria, Barra descrive la difficile realtà locale: povertà diffusa, assenza di servizi e di riconoscimento statale. Nonostante le difficoltà, la missione prosegue con un approccio educativo basato sull’esperienza diretta e sul movimento, trasformando strumenti semplici in dispositivi pedagogici: il paracadute diventa un gioco di geografia, la corda un ostacolo da superare insieme, promuovendo inclusione e autostima.
«Il cambiamento passa attraverso l’educazione – spiega Barra –. Le insegnanti hanno il potere di trasformare il futuro dei bambini, anche in contesti così complessi». La risposta delle educatrici locali sorprende e incoraggia: attraverso il gioco e il movimento scelgono di mettersi in ascolto e sperimentare nuovi modi di apprendere.
Anche se le scuole appaiono come strutture chiuse e protette da barriere, da questi spazi può nascere il cambiamento: ciò che sembra una gabbia può diventare un punto di partenza per far volare i bambini. La missione Uisp continua “un passo alla volta, un bambino alla volta, un adulto alla volta”, portando sport, educazione e diritti nei contesti più fragili, dove il movimento diventa strumento di dignità, crescita e speranza.
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