Avvolto in una lenza, trovato agonizzante: il fenicottero “Signor Fenu” salvato da una fotografa e dai veterinari di Oristano
"Il signor Fenu si è ripreso. Lo abbiamo idratato, scaldato e alimentato. Se non ci fa scherzi presto sarà di nuovo libero. Per adesso becca, buon segno" fanno sapere dalla clinica veterinaria Due Mari
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Lo avevano segnalato da parecchi giorni i volontari della LIPU: vagava nello stagno di Marceddì in evidente difficoltà.
Aveva una grossa lenza da pesca che gli avvolgeva le zampe. Avevano anche cercato di catturarlo usando un barchino ma era sempre riuscito a fuggire.
Oramai in agonia, è stato catturato con bagno nello stagno dalla fotografa Emerenziana Zuddas che alla fine lo ha portato alla Clinica Due Mari di Oristano, dove è stata battezzato come Signor Fenu e dove gli sono state prestate le cure necessarie. Le sue condizioni stanno migliorando.
“Il signor Fenu si è ripreso. Lo abbiamo idratato, scaldato e alimentato. Se non ci fa scherzi presto sarà di nuovo libero. Per adesso becca, buon segno” scrivono sul proprio profilo FB i veterinari della Clinica.
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Cagliari, 405 anni di UniCa: il futuro prende voce dagli studenti

Nel corso della cerimonia di inaugurazione del 405° Anno Accademico dell’Università di Cagliari, uno dei momenti più significativi è stato dedicato agli interventi delle studentesse e degli studenti, protagonisti della vita quotidiana dell’Ateneo.
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Nel corso della cerimonia di inaugurazione del 405° Anno Accademico dell’Università di Cagliari, uno dei momenti più significativi è stato dedicato agli interventi delle studentesse e degli studenti, protagonisti della vita quotidiana dell’Ateneo.
Due testimonianze diverse, ma unite da una visione comune: la conoscenza come strumento per costruire il futuro. A rappresentare la comunità studentesca internazionale è stato Balde Thierno Mamadou Saidou, che ha condiviso un intervento intenso dedicato al valore dell’istruzione come percorso di emancipazione e libertà.
Nel suo racconto il cammino verso l’università attraversa simbolicamente deserti e mari, fino ad arrivare ai banchi di UniCa, trasformando l’esperienza accademica in uno spazio di incontro tra culture, dialogo e crescita. L’università, è stato sottolineato, non è soltanto un luogo di formazione intellettuale, ma anche un ambiente in cui si superano barriere e si costruiscono relazioni fondate sul confronto e sulla condivisione.
A portare la voce della comunità studentesca è stata invece Silvia Cotza, che ha posto l’attenzione sul ruolo strategico della ricerca e sulla necessità di rafforzare le opportunità di sviluppo nel territorio. Il riferimento è stato rivolto in particolare al progetto internazionale dell’Einstein Telescope, che potrebbe rappresentare per la Sardegna una grande occasione scientifica e tecnologica, capace di attrarre competenze, investimenti e nuove prospettive di crescita. L’ascolto dell’universo attraverso la ricerca scientifica è stato presentato come metafora della costruzione del futuro, un futuro fatto di innovazione, sviluppo e possibilità concrete per le nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori che desiderano contribuire alla crescita della propria terra.
Gli interventi hanno richiamato il significato più profondo della missione dell’Università di Cagliari, che nel celebrare i suoi 405 anni di storia continua a essere un luogo di formazione, apertura e innovazione, capace di accogliere sogni e talenti provenienti da tutto il mondo e di contribuire allo sviluppo culturale, scientifico e sociale dell’intera Sardegna. Buon cammino a Thierno, a Silvia e ai 25.000 studenti dell’Ateneo, cuore pulsante della comunità universitaria e protagonisti del futuro
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