Sub morto a Cala Luna: presto l’autopsia sul corpo di Paolo Sedda che farà chiarezza
L'autopsia chiarirà se sia stato un malore a impedire a Paolo Sedda di riemergere, se abbia perso l'orientamento, o se ci sia stato un problema nelle apparecchiature.
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Sarà l’autopsia ad accertare le cause di morte di Paolo Sedda, il poliziotto di 48anni di Nuoro, morto durante un’immersione in una grotta sorgiva di Cala Luna giovedì mattina, il cui corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco nella tarda serata di ieri.
Il Pm di Lanusei Battisti ha dato l’incarico al medico legale Legnini che eseguirà l’esame autoptico sul corpo dell’agente tra lunedì e martedì.
Come riporta Ansa, l’autopsia chiarirà se sia stato un malore a impedire a Paolo Sedda di riemergere, se abbia perso l’orientamento, o se ci sia stato un problema nelle apparecchiature.
Partite anche le prime verifiche da parte della Procura di Lanusei.
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Cagliari, 405 anni di UniCa: il futuro prende voce dagli studenti

Nel corso della cerimonia di inaugurazione del 405° Anno Accademico dell’Università di Cagliari, uno dei momenti più significativi è stato dedicato agli interventi delle studentesse e degli studenti, protagonisti della vita quotidiana dell’Ateneo.
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Nel corso della cerimonia di inaugurazione del 405° Anno Accademico dell’Università di Cagliari, uno dei momenti più significativi è stato dedicato agli interventi delle studentesse e degli studenti, protagonisti della vita quotidiana dell’Ateneo.
Due testimonianze diverse, ma unite da una visione comune: la conoscenza come strumento per costruire il futuro. A rappresentare la comunità studentesca internazionale è stato Balde Thierno Mamadou Saidou, che ha condiviso un intervento intenso dedicato al valore dell’istruzione come percorso di emancipazione e libertà.
Nel suo racconto il cammino verso l’università attraversa simbolicamente deserti e mari, fino ad arrivare ai banchi di UniCa, trasformando l’esperienza accademica in uno spazio di incontro tra culture, dialogo e crescita. L’università, è stato sottolineato, non è soltanto un luogo di formazione intellettuale, ma anche un ambiente in cui si superano barriere e si costruiscono relazioni fondate sul confronto e sulla condivisione.
A portare la voce della comunità studentesca è stata invece Silvia Cotza, che ha posto l’attenzione sul ruolo strategico della ricerca e sulla necessità di rafforzare le opportunità di sviluppo nel territorio. Il riferimento è stato rivolto in particolare al progetto internazionale dell’Einstein Telescope, che potrebbe rappresentare per la Sardegna una grande occasione scientifica e tecnologica, capace di attrarre competenze, investimenti e nuove prospettive di crescita. L’ascolto dell’universo attraverso la ricerca scientifica è stato presentato come metafora della costruzione del futuro, un futuro fatto di innovazione, sviluppo e possibilità concrete per le nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori che desiderano contribuire alla crescita della propria terra.
Gli interventi hanno richiamato il significato più profondo della missione dell’Università di Cagliari, che nel celebrare i suoi 405 anni di storia continua a essere un luogo di formazione, apertura e innovazione, capace di accogliere sogni e talenti provenienti da tutto il mondo e di contribuire allo sviluppo culturale, scientifico e sociale dell’intera Sardegna. Buon cammino a Thierno, a Silvia e ai 25.000 studenti dell’Ateneo, cuore pulsante della comunità universitaria e protagonisti del futuro
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