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La preoccupazione dell'infettivologo: «Chi li guarda i 40 nuovi ricoverati?» | Cagliari - Vistanet
La preoccupazione dell'infettivologo: «Chi li guarda i 40 nuovi ricoverati?» | Cagliari - VistanetLa preoccupazione dell'infettivologo: «Chi li guarda i 40 nuovi ricoverati?» | Cagliari - Vistanet
   
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La preoccupazione dell’infettivologo del SS Trinità: «Chi li guarda i 40 nuovi ricoverati?»

La preoccupazione dell’infettivologo del SS Trinità: «Chi li guarda i 40 nuovi ricoverati?»

goffredo-angioni-sstrinità

L'infettivologo del Santissima Trinità di Cagliari, Goffredo Angioni spiega che il problema non è solo quello dei posti, ma anche la mancanza di medici specializzati

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21 Ottobre 2020 10:45 La Redazione

“Posti letto COVID aperti nelle ultime tre settimane al Ss Trinità: 40
Medici assunti nelle ultime tre settimane al Ss Trinità: ZERO
Chi li guarda i 40 nuovi ricoverati (perché i due reparti sono già pieni?)”

Questo il post pubblicato ieri da Goffredo Angioni infettivologo che a Cagliari, nel reparto infettivi vede ogni giorno crescere il numero di ricoveri, e aumentare in maniera preoccupante la quantità di ricoveri in terapia intensiva.

Il tipo di pazienti che stanno arrivando in ospedale adesso con la secondata sono simili a quelli della prima spiega Angioni, ma: “Sono molti, molti di più. In gran parte oltre i 60-65 anni; tutti i ricoverati hanno almeno un quadro di polmonite interstiziale e intorno all’80% con necessità di supplementazione di ossigeno”.
“Sappiamo come trattarli – aggiunge il medico, rispondendo a un commento- e questo ha ridotto notevolmente la mortalità, ma le terapie intensive cominciano a soffrire seriamente. Da noi le comorbidità più frequentemente associate a prognosi infausta, nelle persone non troppo avanti con gli anni, sono l’essere in trattamento dialitico e l’obesità. Il vero nostro problema è il sistema sanitario non preparato ad accogliere numeri elevati che va in grossa difficoltà quando devi far fronte a così tanti pazienti”.
“Il problema delle terapia intensive, a mio parere, è lo stesso che riguarda l’area medica: abbiamo i posti (facciamo questa ipotesi…), abbiamo anche il personale? il rapporto quantitativo medico/paziente nelle terapie intensive è molto più alto rispetto all’area medica; abbiamo tutte queste figure – si chiede in conclusione l’infettivologo- infermieri compresi? Spero di sì. Le assunzioni sono in divenire, i pazienti già ci sono”.

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Progetto BioMeld: l’Università di Cagliari studia la robotica “morbida” per la medicina dei prossimi anni



L’Ateneo di Cagliari collabora allo sviluppo di sistemi robotici flessibili e monitoraggio a basso costo per la medicina del futuro.

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9 Aprile 2026 18:52 Maria Luisa Porcella Ciusa

L’Università degli Studi di Cagliari consolida la propria posizione nel panorama della ricerca internazionale attraverso il progetto BioMeld (A Modular Framework for Designing and Producing Biohybrid Machines). L’iniziativa si concentra sullo sviluppo della soft robotics, un ambito della robotica che impiega materiali flessibili per creare dispositivi capaci di interagire in modo sicuro e preciso con i tessuti biologici.

università cagliari

A differenza della robotica tradizionale, basata su componenti rigide e motori elettromeccanici, i soft robot sono progettati per compiere movimenti semi-autonomi grazie alla natura dei loro materiali. Questa caratteristica li rende particolarmente adatti ad applicazioni mediche delicate, come la chirurgia assistita e lo sviluppo di protesi di nuova generazione, riducendo drasticamente il rischio di traumi interni durante le procedure.

università cagliari

Il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica di UniCa, con il coordinamento scientifico del Prof. Stefano Lai, è impegnato nello sviluppo di soluzioni innovative per il monitoraggio del movimento. Il lavoro del team sardo si focalizza su tre pilastri tecnologici:

Elettronica ultra-sottile: lo sviluppo di substrati plastici dello spessore di un solo micron. Questa tecnologia permette di integrare sensori su dispositivi medici già esistenti, come i cateteri utilizzati per l’infusione di farmaci oncologici.
Propriocezione robotica: l’integrazione di elettrodi che consentono al robot di “percepire” la propria posizione e i propri movimenti, facilitando la navigazione complessa all’interno del sistema venoso.
Sostenibilità economica: la ricerca punta su processi produttivi a basso costo, fattore determinante per favorire il trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese del settore biomedicale.

università cagliari

BioMeld non è un progetto isolato, ma il frutto di una sinergia tra centri di eccellenza. UniCa opera infatti all’interno di un network che comprende la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Istituto di Bioingegneria della Catalogna.

università cagliari

Questa collaborazione internazionale non solo accelera lo sviluppo di macchine bioibride, ma conferma il ruolo dell’Università di Cagliari come polo strategico per l’innovazione tecnologica, capace di attrarre investimenti e competenze nel campo della salute e della bioingegneria applicata.

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