“Corso di Primo Soccorso Pediatrico”: sarà online e in linea con gli aggiornamenti anti-Covid
"Corso di Primo Soccorso Pediatrico" - Webinar
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Ti sei mai chiesto/a come reagiresti se un bambino, parente o meno, davanti a te si sentisse male? Gli incidenti domestici, ad esempio, sono molto comuni tra lattanti e bambini, per questo è indispensabile sapere esattamente come comportarsi. La soluzione è alla portata di mano di tutti con il nostro Corso di Primo Soccorso Pediatrico, disponibile adesso anche online.
Questo corso di permetterà di imparare a gestire vari generi di emergenze che possono interessare i bambini e lattanti: intossicazioni, convulsioni, folgorazione, crisi respiratoria, perdita di coscienza e molto altro ancora… Che tu sia un genitore o un parente, un’insegnante, un operatore del settore infantile, questo corso è una guida indispensabile per tutti e tutte che vi assisterà nei casi di emergenza-urgenza! Al termine del corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione per il singolo partecipante.
Il docente del corso è il dottor Sergio Rassu che ha una esperienza di oltre quaranta anni, in particolare nel settore dell’emergenza, avendo lavorato presso il Pronto Soccorso di Sassari per venti anni, quindi è stato chiamato nel 2000 a dirigere il Pronto Soccorso e l’Osservazione Breve Intensiva del Presidio Ospedaliero di Ozieri e nel 2010 è stato richiamato per dirigere il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza del Presidio Ospedaliero di Sassari che ha diretto sino al 2015. Attualmente è impegnato nella realizzazione di corsi di formazione, tra cui un progetto formativo di medici ed infermieri nella provincia dello Yunnan in Cina ed è consulente tecnico del Pubblico Ministero del Tribunale di Sassari.
Info ed iscrizioni: [email protected] Tel. 079 274573; 345 6057081; 338 2202502; Corso di Primo Soccorso Pediatrico | Corsi OnLine – RAHP
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Sartiglia a Oristano: casco e corpetto obbligatori, la decisione definitiva del prefetto

Il prefetto Salvatore Angieri ha impresso una svolta decisiva al dibattito sulla sicurezza durante le manifestazioni pubbliche, inviando una circolare ai sindaci della provincia che chiude definitivamente ogni spiraglio al dubbio o alla libera interpretazione.
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Sartiglia a Oristano: casco e corpetto obbligatori, la decisione definitiva del prefetto.
La linea del rigore non ammette sfumature e ridisegna i confini della tradizione equestre sarda in un momento storico di profonda trasformazione legislativa. Il prefetto Salvatore Angieri ha impresso una svolta decisiva al dibattito sulla sicurezza durante le manifestazioni pubbliche, inviando una circolare ai sindaci della provincia che chiude definitivamente ogni spiraglio al dubbio o alla libera interpretazione. Al centro della contesa amministrativa e sportiva c’è la Sartiglia, l’antica giostra che incarna l’anima di Oristano, dove l’incertezza sull’uso dei dispositivi di protezione dei cavalieri ha ceduto il passo a un obbligo perentorio: casco e corpetto devono essere indossati senza alcuna deroga.
Il rappresentante del governo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un’univoca e corretta applicazione del cosiddetto decreto Abodi, ovvero la normativa nazionale che disciplina le manifestazioni svolte al di fuori dei percorsi autorizzati, con particolare riferimento a quelle che prevedono l’impiego di equini durante il periodo carnevalesco. Il provvedimento non nasce nel vuoto ma si ancora saldamente all’articolo 5, comma 9, del decreto emesso dal dipartimento per lo sport della presidenza del consiglio dei ministri l’8 gennaio 2025.
Questa norma stabilisce con estrema chiarezza l’obbligo per i fantini di dotarsi di adeguate protezioni per il capo e per il corpo, strumenti giudicati indispensabili in un’ottica di rafforzamento complessivo delle condizioni di sicurezza. La prefettura ha motivato questa stretta partendo da un presupposto tecnico inoppugnabile: la constatata insufficienza delle tutele precedentemente adottate, che non garantivano un livello di protezione idoneo rispetto ai rischi intrinsechi delle evoluzioni a cavallo. In questo nuovo scenario, i sindaci sono stati formalmente invitati a disporre affinché gli organizzatori di ogni evento vigilino con estrema severità sulla conformità delle operazioni.
Non esiste, secondo quanto precisato dal prefetto, alcun margine di manovra per gli organi di controllo locale: le commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo non sono infatti titolari di alcun potere di deroga rispetto a quanto sancito dal citato decreto interministeriale. Di conseguenza, le autorità territoriali non possono in alcun modo alterare o sospendere le disposizioni relative alla sicurezza personale dei cavalieri e dei partecipanti. Il pugno duro del prefetto mira dunque a eliminare quella zona grigia in cui la consuetudine e il folklore hanno talvolta cercato di resistere alle esigenze della prevenzione infortunistica.
La Sartiglia, pur conservando il suo immenso valore identitario e culturale, dovrà piegarsi alle esigenze della modernità legislativa, integrando l’armatura tradizionale del cavaliere con i presidi tecnologici necessari per preservare l’incolumità fisica di chi scende in pista. L’invito rivolto ai primi cittadini non è solo un atto burocratico ma un vero e proprio monito operativo: ogni manifestazione deve risultare pienamente conforme alla legge vigente, affinché la festa non sia oscurata da criticità che una corretta applicazione delle norme può e deve evitare. La tutela della vita umana diventa così l’elemento cardine attorno al quale ruoterà l’organizzazione delle prossime edizioni, confermando che la sicurezza non è un optional ma la condizione essenziale per la sopravvivenza stessa delle grandi tradizioni equestri della provincia.
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