Coronavirus: l’Ats attiva numero verde per il supporto psicologico

Obiettivo: imparare a fronteggiare paura del contagio, difficoltà di adattamento ai nuovi divieti e alle limitazioni imposte dalle istituzioni per arrestare la pandemia.
Per l’emergenza Covid-19, è stato attivato dall’Azienda per la Tutela della Salute presso il DSM – Zona Sud, il numero verde 800630622 che fornisce un servizio gratuito di ascolto e supporto psicologico rivolto alla popolazione dell’intero territorio regionale.
Obiettivo: imparare a fronteggiare paura del contagio, difficoltà di adattamento ai nuovi divieti e alle limitazioni imposte dalle istituzioni per arrestare la pandemia.
Gli psicologi del servizio, coadiuvati dagli educatori professionali, inoltre, laddove necessario, si attivano in rete coi Centri di Salute Mentale, col Servizio di Psicologia e Benessere Organizzativo, con gli psicologi dell’Emergenza coordinati dal Servizio di Psicologia e del Benessere Organizzativo, coi Servizi per le Dipendenze, coi Servizi di Neuropsichiatria Infantile e coi Consultori familiari di tutta la Sardegna.
Il servizio è attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 19.

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La foto. Laura, addetta alle pulizie di un ospedale della Sardegna. Grazie a lei e a tutti i suoi colleghi

Una foto che parla da sola quella di Laura, addetta alle pulizie dell'Ospedale Civile di Alghero, stremata dopo un lungo turno di lavoro in cui ha bonificato, sanificato e igienizzato mille volte la struttura ospedaliera.
La foto Vistanet di oggi è stata scelta per ringraziare tutti gli addetti alle pulizie che in queste settimane negli ospedali della Sardegna svolgono un lavoro fondamentale ed essenziale per il bene di tutta la popolazione.
Una foto che parla da sola quella di Laura, addetta alle pulizie dell’Ospedale Civile di Alghero, stremata dopo un lungo turno di lavoro in cui ha bonificato, sanificato e igienizzato mille volte la struttura ospedaliera.
A raccontare questo scatto è la Filcam Cgil Sardegna che ha voluto tributare un grazie (al quale noi di Vistanet, a nome anche di tutti i nostri lettori ci uniamo) a questi preziosi lavoratori, fin troppo spesso dimenticati.
«Lei è Laura – si legge nel post di Filcam Cgil Sardegna -. Lavora all’ospedale civile di Alghero. In questo post non leggerete nessuna sua dichiarazione. Lei non parla, ma parla il suo corpo: Laura è stremata. Non è stremata solo fisicamente ma lo è soprattutto psicologicamente. La sua azienda, la Dussmann è un’azienda virtuosa, una rarità di questi tempi. Gli stipendi sono pagati regolarmente, non viene applicato nessun contratto pirata, ma Laura è stremata. Lavora part time, ogni giorno inizia alle 6 del mattino e lavora la domenica, a Natale, a Pasqua e a Capodanno, e lavora anche adesso, con il Coronavirus a pochi passi da lei.
Il suo Contratto Nazionale prevede una paga poco superiore ai 7 euro lordi e non viene rinnovato da 7 anni. A fine mese se sarà fortunata prenderà uno stipendio di 600 euro. In quei 600 euro c’è tutto, tutto quello che Laura fa per l’Ospedale, per i medici, per i pazienti e per tutti noi. Lei è una lavoratrice invisibile e il suo lavoro, essenziale oggi più che mai per l’intera collettività, vale solo 600 euro. Sanificare, bonificare, igienizzare e formarsi continuamente sui prodotti e sulle misure precauzionali da adottare… Vestirsi con mascherine, guanti, sovracamici , occhiali e chiedersi se tutto questo basti… Se tutto questo sia sufficiente a proteggere se stessa e soprattutto i suoi cari: questa è la sua quotidianità.
Perchè è questo che il Coronavirus ha portato nelle vite dei lavoratori: la paura. La paura assieme ai doppi e tripli turni, la paura assieme ad un’immane stanchezza fisica e mentale. E non è solo paura di essere contagiati, ma è anche quella di sbagliare le procedure e poter favorire il contagio. E non è solo la stanchezza dei turni interminabili, ma è anche la stanchezza del non poter dormire la notte e non poter recuperare, perchè il corpo ti fa male, i muscoli sono dolenti e la gola ti brucia per i troppi disinfettanti usati.
Guardate Laura, guardate la sua fatica, la sua paura…Lei non è un lavoratore invisibile, Lei è Laura e tutta l’Italia è ricca di donne come Laura che stanche e angosciate, ogni giorno lavorano per tutti noi».

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