(VIDEO) Cagliari protagonista in tv con “Pizza Hero” il campionato dei panettieri d’Italia
La puntata è già disponibile per la visione a pagamento sulla piattaforma D-Play di Discovery, ma sarà trasmessa presto in chiaro per tutti.
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Il re del pane Gabriele Bonci è stato a Cagliari di recente per registrare una puntata della stagione attualmente in corso di “Pizza Hero”, la fortunata trasmissione tv sul canale Nove che va “a caccia” dei migliori panettieri e proprietari di forni d’Italia.
La puntata è già disponibile per la visione a pagamento sulla piattaforma D-Play di Discovery, ma sarà trasmessa presto in chiaro per tutti, probabilmente lunedì sera, 25 novembre in prima serata, anche se non è ancora stato ufficializzato dal palinsesto.
Sulla pagina Facebook del panificio Porta di via Mameli, uno dei tre partecipanti della competizione, è stato pubblicato lo spot pubblicitario che anticipa la puntata. Gli altri due forni partecipanti sono Gransole, storico panificio di Villacidro con due punti vendita a Cagliari in via Napoli e via Carloforte e Panargiolas di via della Pineta.
Eh sì, il re della pizza Gabriele Bonci ha fatto tappa a Cagliari ed è venuto a trovarci!???Noi ci siamo divertiti tantissimo…?Siete curiosi di scoprire come è andata? Appuntamento imperdibile lunedì 25 novembre alle 21:25 su canale NOVE!#porta1918 #pizzahero #cagliari
Gepostet von Porta 1918 am Sonntag, 17. November 2019
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“Sembrava una Dea Madre, ma è solo una pietra”: chiarimento della Soprintendenza sul Nuraghe Santa Barbara

Arrivati i chiarimenti della Soprintendenza: "Purtroppo, quella che sembrava una scultura è in realtà una pietra profondamente degradata da fenomeni naturali di esfoliazione e desquamazione. Le due sporgenze interpretate come ‘mammelle’ sono inclusioni litiche inglobate nella roccia magmatica, più resistenti delle parti che il tempo ha consumato"
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Nei giorni scorsi una segnalazione ha acceso la curiosità su una pietra nel Nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu, che sembrava raffigurare una Dea Madre. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio è intervenuta insieme al Sindaco per verificare la situazione.
“La pietra si trova a circa quattro metri di altezza ed è stato necessario utilizzare una scala e un drone per avere una visione frontale e ravvicinata e condurre le accurate verifiche archeologiche”, spiegano gli esperti.
“Esistono infatti, anche se rari, casi di riutilizzo di frammenti più antichi in monumenti nuragici, non ai fini del culto ma come materiale da costruzione. Purtroppo, quella che sembrava una scultura è in realtà una pietra profondamente degradata da fenomeni naturali di esfoliazione e desquamazione. Le due sporgenze interpretate come ‘mammelle’ sono inclusioni litiche inglobate nella roccia magmatica, più resistenti delle parti che il tempo ha consumato. Inoltre, sono di dimensioni diverse e poste ad altezza diversa. Queste caratteristiche non sono riconducibili ad una rappresentazione scultorea” aggiunge la Soprintendenza.
Gli esperti sottolineano inoltre che “questa vicenda ci permette di ricordare quanto siano importanti le segnalazioni dei cittadini per intervenire rapidamente e tutelare al meglio il nostro patrimonio: chi nota qualcosa di particolare può rivolgersi alla Soprintendenza, al Sindaco o ai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale (o alla stazione locale)”.
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