Civitavecchia-Cagliari, i passeggeri: “Viaggio da incubo”. Nave in enorme ritardo per avaria al motore
Nessuna navetta, nessun mezzo a disposizione per i passeggeri desiderosi di giungere subito a Cagliari, perché secondo la compagnia navale l'arrivo a destinazione avverrà comunque entro la giornata di oggi.
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Stamattina la Moby Dada, partita ieri sera da Civitavecchia, è arrivata ad Arbatax intorno alle 8 con un ritardo di circa 3 ore.
Avaria ai motori: questa la motivazione che è stata comunicata ai 168 passeggeri che dopo il breve scalo ogliastrino sarebbero dovuti ripartire alla volta di Cagliari.
Considerata la sosta forzata nel porto ogliastrino necessaria a riparare il guasto, ai passeggeri stamane è stato comunicato come orario di arrivo nel capoluogo sardo quello delle 18.30.
Nessuna navetta, nessun mezzo a disposizione per i passeggeri desiderosi di giungere subito a Cagliari, perché secondo la compagnia navale l’arrivo a destinazione avverrà comunque entro la giornata di oggi.
Quindi chi non voleva più restare a bordo è dovuto sbarcare e trovare il modo di raggiungere il cagliaritano in modo autonomo.
«È stata una notte da incubo con il mare grosso e non volevamo restare a bordo fino a stasera – spiega una passeggera mentre cerca di raggiungere la fermata dell’Arst sotto un cielo che minaccia pioggia – Ogni volta è sempre peggio».
La Moby ora sta cercando di riparare l’avaria e attende il via libera del Circomare Arbatax per la ripartenza dopo le valutazioni dell’Ente Tecnico.
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Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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