(VIDEO) Riprende la protesta dei pastori: “Basta buttare il latte, ora giù le poltrone”
Ora bisogna «impedire che i 'signori padroni' del nostro consorzio continuino a giocare sulla nostra pelle - dice la donna -. Se non vogliamo che il nostro latte buttato a terra a febbraio non sia stata solo una perdita di tempo non dobbiamo aspettare che gli altri prendano decisioni per no».
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Parte questa volta da una voce femminile – ferma e decisa – la nuova ondata di proteste dei pastori sardi, di nuovo su tutte le furie dopo gli scarsi passi avanti scaturiti dopo le proteste di febbraio in cui migliaia di litri di latte ovino furono riversati nelle strade della Sardegna.
La voce che parla nel video, che sta facendo il giro del web e che è stato pubblicato su Facebook da Mauro Pili, inizia a parlare mentre viene aperto il rubinetto del latte. Questa volta però il rubinetto viene chiuso subito. «È tempo di cambiare le regole del gioco, cari pastori è tempo di finirla di buttare il nostro oro per strada» dice con fermezza la pastora, una donna che lavora in un’azienda della Baronia.
Ora bisogna «impedire che i ‘signori padroni’ del nostro consorzio continuino a giocare sulla nostra pelle – dice la donna -. Se non vogliamo che il nostro latte buttato a terra a febbraio non sia stata solo una perdita di tempo non dobbiamo aspettare che gli altri prendano decisioni per no».
++++ riparte la rivolta dei pastori dopo gli imbrogli La truffa del latte a 60 centesimi dopo le promosse truffaldine di ministri buffoni Ricevo e pubblico
Gepostet von Mauro Pili am Dienstag, 27. August 2019
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La lavatrice abbandonata in piazza Matteotti fa esplodere il botta e risposta politico a Cagliari

Corrado Meloni ha definito la lavatrice «emblema della gestione fallimentare della Giunta Zedda», mentre Francesca Mulas ha ricordato il servizio gratuito per i rifiuti ingombranti e citato il presepe di plastica costato 36 mila euro.
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È stato Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ad accendere la polemica sulla lavatrice abbandonata in piazza Matteotti, davanti a palazzo Bacaredda. Definendo l’elettrodomestico «l’emblema della gestione fallimentare della Giunta Zedda», Meloni ha ironizzato ipotizzando che potesse trattarsi di «un’opera d’arte moderna o di un nuovo servizio delle Politiche sociali».
Alle sue dichiarazioni ha replicato Francesca Mulas, presidente della commissione comunale Ecologia e Ambiente, respingendo le accuse e riportando l’attenzione sul rispetto delle regole. «A Cagliari esiste un servizio gratuito di ritiro dei rifiuti ingombranti – ha ricordato –. Chi ha abbandonato la lavatrice avrebbe potuto utilizzarlo invece di lasciarla in piena piazza. Ora, invece, saranno i cittadini che pagano regolarmente la Tari a sostenere i costi dello smaltimento».
Mulas ha inoltre colto l’occasione per ricordare un precedente che ha coinvolto il centrodestra: «Quando si parla di rifiuti trasformati in simboli o installazioni, qualcuno dimentica il presepe di bottiglie di plastica voluto dalla Giunta Truzzu in piazza Galilei, realizzato con 45 mila bottigliette e costato 36 mila euro al Comune».
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