Autovelox a Cagliari, occhio al piede sull’acceleratore: ecco il calendario per il mese di agosto
Ecco il calendario con giorni, luoghi e orari in cui saranno operativi gli autovelox a Cagliari nel mese di agosto.
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Rilevamento della velocità a Cagliari nel mese di agosto 2019. Il Corpo Polizia Municipale di Cagliari ha pubblicato il calendario indicante i giorni e i luoghi in cui saranno operativi gli strumenti di controllo elettronico della velocità per il mese di agosto 2019:
- 7 mercoledì strada arginale Terramaini 8,30-13,00
- 9 venerdì viale Monastir 8,30-13,00
- 14 mercoledì Asse Mediano 8,30-13,00
- 20 martedì viale Salvatore Ferrara 15,00-19,00
- 23 venerdì via Lungosaline 8,30-13,00
- 26 lunedì viale Monastir 8,30-13,00
- 28 mercoledì Asse Mediano 8,30-13,00
- 30 venerdì via Lungosaline 8,30-13,00
La Polizia Municipale ricorda a tutti che l’articolo 142 del Codice della Strada prevede sanzioni in caso di superamento dei limiti di velocità. Ecco, nella tabella, tutte le sanzioni previste:
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“Sembrava una Dea Madre, ma è solo una pietra”: chiarimento della Soprintendenza sul Nuraghe Santa Barbara

Arrivati i chiarimenti della Soprintendenza: "Purtroppo, quella che sembrava una scultura è in realtà una pietra profondamente degradata da fenomeni naturali di esfoliazione e desquamazione. Le due sporgenze interpretate come ‘mammelle’ sono inclusioni litiche inglobate nella roccia magmatica, più resistenti delle parti che il tempo ha consumato"
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Nei giorni scorsi una segnalazione ha acceso la curiosità su una pietra nel Nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu, che sembrava raffigurare una Dea Madre. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio è intervenuta insieme al Sindaco per verificare la situazione.
“La pietra si trova a circa quattro metri di altezza ed è stato necessario utilizzare una scala e un drone per avere una visione frontale e ravvicinata e condurre le accurate verifiche archeologiche”, spiegano gli esperti.
“Esistono infatti, anche se rari, casi di riutilizzo di frammenti più antichi in monumenti nuragici, non ai fini del culto ma come materiale da costruzione. Purtroppo, quella che sembrava una scultura è in realtà una pietra profondamente degradata da fenomeni naturali di esfoliazione e desquamazione. Le due sporgenze interpretate come ‘mammelle’ sono inclusioni litiche inglobate nella roccia magmatica, più resistenti delle parti che il tempo ha consumato. Inoltre, sono di dimensioni diverse e poste ad altezza diversa. Queste caratteristiche non sono riconducibili ad una rappresentazione scultorea” aggiunge la Soprintendenza.
Gli esperti sottolineano inoltre che “questa vicenda ci permette di ricordare quanto siano importanti le segnalazioni dei cittadini per intervenire rapidamente e tutelare al meglio il nostro patrimonio: chi nota qualcosa di particolare può rivolgersi alla Soprintendenza, al Sindaco o ai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale (o alla stazione locale)”.
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