(VIDEO) Da Nuoro la maschera più geniale del carnevale: il piccolo Pinocchio e papà Mangiafuoco
Il video ha fatto il giro del web con oltre 4mila condivisioni su Facebook.
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Chi l’ha detto che il Carnevale è una festa per bambini? A occhio e croce, guardando il video pubblicato su Facebook da Salvatore Zola, oltre al bimbo protagonista si è divertito parecchio anche il papà.
Travestiti da Mangiafuoco, il papà, e da perfetto burattino Pinocchio, la figlia, i due hanno incantato il Carnevale di Nuoro durante la pentolaccia.
Il video ha fatto il giro del web con oltre 4mila condivisioni su Facebook.
The winner is…
Gepostet von Salvatore Zola am Sonntag, 10. März 2019
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LA FOTO. Quando il tempo libero aveva il rumore delle biglie: Gigi Riva e il flipper, simboli di un’altra epoca

Un giovane Gigi Riva gioca a flipper in un ritiro del Cagliari o della Nazionale ed è un’immagine che racconta molto più di una semplice pausa tra un allenamento e l’altro, perché restituisce il sapore autentico di un calcio e di una quotidianità ormai lontani.
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Quando il tempo libero aveva il rumore delle biglie: Gigi Riva e il flipper, simboli di un’altra epoca.
Un giovane Gigi Riva gioca a flipper in un ritiro del Cagliari o della Nazionale ed è un’immagine che racconta molto più di una semplice pausa tra un allenamento e l’altro, perché restituisce il sapore autentico di un calcio e di una quotidianità ormai lontani. Il flipper era il divertimento degli anni ’70, un passatempo semplice e rumoroso che scandiva le serate e i momenti liberi, tanto che non c’era bar che non l’avesse, dalle grandi città ai piccoli centri, diventando un punto di ritrovo, di sfida e di socialità. In quegli anni anche i campioni, come Gigi Riva, trovavano svago in gesti essenziali, tra una partita improvvisata e una pallina d’acciaio lanciata con precisione, senza bisogno di schermi o connessioni digitali.
Oggi il contrasto è evidente, perché ora i giocatori hanno playstation, telefonini, console e dispositivi sempre a portata di mano, simboli di un tempo diverso, più veloce e tecnologico. Quella scena, però, resta una fotografia preziosa di un’epoca in cui il divertimento era condiviso, fisico, fatto di luci intermittenti e pulsanti consumati, e in cui anche una leggenda del calcio italiano poteva essere semplicemente un ragazzo davanti a un flipper, immerso nel gioco come chiunque altro.
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