Deturpa la cattedrale di Trani con una dedica d’amore. «Luigi, hai una fidanzata idiota», scrive il sindaco
#Italia Scrive «Ti Amo, Luigi» e «Amore Mio» con una bomboletta spray rossa sul muro perimetrale della meravigliosa cattedrale di Trani. Il sindaco scrive: "Luigi, hai una fidanzata idiota. Convincila a ripulire tutto e subito prima che sia troppo tardi"
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“Luigi, hai una fidanzata idiota, che non sa minimamente in che guaio si è cacciata con questa porcata. Luigi avvisala, per cortesia. E convincila a ripulire tutto e subito prima che sia troppo tardi. E magari convincila a leggere qualche libro sulla storia della nostra Cattedrale: ne ha bisogno”, così ha scritto su Facebook il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro a seguito dell’atto vandalico perpetrato ai danni della spettacolare cattedrale della città.
«Ti Amo, Luigi» e «Amore Mio»: la dedica d’amore è stata realizzata utilizzando una bomboletta spray di vernice rossa da parte di una ragazza che, evidentemente, non si è resa conto che quello che stava deturpando non era un semplice muro ma la meravigliosa cattedrale di Trani, risalente all’epoca della dominazione normanna.
“Sono davvero grato a tutte quelle aziende non tranesi (penso ad esempio alla Barsa) che in queste ore mi hanno contattato dichiarandosi disponibili ad effettuare l’intervento di cancellazione delle scritte dalla nostra Cattedrale, ha scritto poco fa il primo cittadino su facebook. Grazie. Sono altrettanto orgoglioso di aver ricevuto analoga disponibilità da molte aziende tranesi a dimostrazione di come l’orgoglio cittadino sia tutt’altro che sopito. Sarà Trani a restituire la Cattedrale in tutto il suo splendore al mondo intero”.
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Dopo i fatti di Torino, la risposta di Nicola Urru: una scultura di sabbia per ricordare l’umanità nelle piazze

Secondo l’artista, la violenza produce una pericolosa disumanizzazione: “Quando la violenza irrompe nello spazio pubblico assistiamo a un corto circuito empatico”, osserva, “che trasforma il cittadino in un bersaglio e il servitore dello Stato in un automa privo di volto”. Una frattura che, aggiunge, rende ogni sopruso facilmente giustificabile.
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Dopo i fatti di Torino, l’artista sardo Nicola Urru ha realizzato sulla spiaggia di Platamona una nuova scultura di sabbia ispirata agli eventi che hanno segnato il recente dibattito sul dissenso e sulla violenza nello spazio pubblico.
L’opera raffigura il poliziotto ferito durante gli scontri, abbracciato e protetto da un collega, un’immagine diventata simbolo di umanità nel caos. “Il rispetto reciproco non è un semplice accessorio della convivenza civile, ma la condizione biologica stessa di una democrazia sana”, scrive Urru nel commento che accompagna la scultura sui social.
Secondo l’artista, la violenza produce una pericolosa disumanizzazione: “Quando la violenza irrompe nello spazio pubblico assistiamo a un corto circuito empatico”, osserva, “che trasforma il cittadino in un bersaglio e il servitore dello Stato in un automa privo di volto”. Una frattura che, aggiunge, rende ogni sopruso facilmente giustificabile.
Urru richiama anche il legame tra libertà e responsabilità. “Non esiste espressione del pensiero che possa dirsi libera se fondata sulla negazione dell’altro”, sottolinea, mettendo in guardia dal rischio che la piazza, da luogo di confronto, si trasformi in scontro fisico.
“Proteggere il manifestante e l’operatore in divisa significa proteggere noi stessi”, conclude l’artista, ribadendo la necessità di rimettere al centro la dignità umana come unico antidoto alle divisioni che attraversano oggi la società.
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