Bari: nasce malato e i genitori lo abbandonano in ospedale
Il piccolo, un mese e mezzo di vita, è nato con una malattia metabolica e un problema cardiaco. I genitori, qualche giorno fa, hanno varcato le porte dell'ospedale e non sono più tornati
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Una terribile vicenda che arriva da Bari. Un bambino di 48 giorni di nazionalità romena è stato abbandonato dalla mamma nell’ospedale Giovanni XXIII di Bari, dove era ricoverato da alcuni giorni per una malattia metabolica e problemi cardiaci diagnosticati fin dalla nascita. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, immediatamente è partita la gara per la solidarietà, con medici e infermieri che fanno doppi turni per non lasciarlo solo e alcuni volontari che si sono attivati per portargli abiti, pannolini e altro.
A quanto si apprende il bambino è nato a Taranto il 24 settembre e dopo pochi giorni è stato trasferito nell’ospedale pediatrico di Bari. Dopo i primi accertamenti i medici gli hanno diagnosticato una patologia metabolica, la leucinosi, e un problema cardiaco. Il piccolo è stato quindi trasferito nel reparto di malattie metaboliche del Giovanni XXIII dove si trova attualmente ricoverato. La mamma è stata con lui fino a qualche giorno fa, ma poi ha lasciato l’ospedale e non vi ha più fatto ritorno. L’ospedale ha provveduto subito a segnalare l’accaduto alle autorità competenti, forze dell’ordine, servizi sociali e Tribunale per i Minorenni.
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Sembrano perle di plastica o sculture di vetro: sapete cosa sono queste strane sfere che si trovano sulle coste?

Appaiono come grappoli gelatinosi ancorati alle rocce o trascinati dalla corrente: sapete di cosa si tratta?
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A prima vista potrebbero sembrare resti di una misteriosa installazione artistica sottomarina, o peggio, frammenti di plastica modellati dalle onde. Si presentano come capsule trasparenti o biancastre, raggruppate in grappoli compatti o lunghe catene fissate ai substrati rocciosi. Eppure, non c’è nulla di artificiale in queste strutture: sono il simbolo di una vita che nasce.
Se ne avete avvistata una durante una passeggiata sulla battigia o un’immersione, siete di fronte a un piccolo miracolo della biologia marina. Avete capito di cosa si tratta? Quella che vedete nella foto non è altro che la “culla” di uno degli abitanti più celebri del Mediterraneo: si tratta delle uova di Murice.
Queste strutture non sono singole uova, ma capsule gelatinose progettate per proteggere centinaia di piccoli embrioni. Ogni capsula funge da scudo finché non giunge il momento del rilascio delle larve planctoniche, che si disperderanno in acqua per dare inizio al loro ciclo vitale come predatori carnivori.
Il Murice è un mollusco gasteropode che tutti conosciamo, anche se con nomi diversi. Da noi in Sardegna sono i celebri e gustosissimi “Bocconi”, pilastro della tradizione culinaria isolana. Ma la sua fama attraversa i millenni: nell’antichità, dai murici (come il Bolinus brandaris) si estraeva la secrezione usata per produrre la porpora, il colorante più prezioso del mondo antico, simbolo di regalità e potere.
Riconoscibile dal guscio conico e spinoso, è un abitante fondamentale dell’ecosistema marino, capace di forare persino le conchiglie di altri molluschi per nutrirsi. La prossima volta che incontrerete questi strani grappoli gelatinosi, saprete di avere davanti il futuro di una specie che ha colorato i mantelli dei re e che continua a deliziare i nostri palati.
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