Ospedale Sirai di Carbonia: tutti gli ascensori fuori uso
Il video è stato pubblicato sul profilo Facebook di Mauro Pili
canale WhatsApp
Scandalo sanità: Ospedale Sirai di Carbonia, tutti gli ascensori fuori uso. Un ospedale da 5 piani con un cardiopatico che deve raggiungere 5 piani a piedi.
La denuncia arriva dal deputato di Unidos Mauro Pili: “Mentre dilapidano soldi per l’eliturismo milionario, negli ospedali non riescono nemmeno a far funzionare nemmeno gli ascensori. Potrebbe essere una strategia per incrementare i voli dell’elicottero dal piano terra al quinto piano. Stanno riducendo la sanità ad un disservizio totale, abbandono e negligenza.
La coppia di fatto, Arru & Moirano, hanno distrutto la sanità sarda, umiliano i pazienti, mortificano medici e operatori sanitari! È la riforma della mortificazione sanitaria che sta mettendo in ginocchio ospedali, nega servizi e analisi, vieta il pronto soccorso e azzera i diritti del malato. Questo video (pubblicato nel profilo FB del deputato, ndr) denuncia conferma quello che sta accadendo quotidianamente nella sanità sarda con ospedali che cadono a pezzi e ascensori totalmente fuori uso. Siamo nel terzo mondo, con incapaci alla guida della sanità sarda”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In Sardegna sempre meno abitanti: inesorabile il calo demografico. È la regione dove si fanno meno bambini

I dati dell'Istat confermano un’emorragia demografica che pare ormai inarrestabile; per il sesto anno consecutivo, infatti, la regione si ritrova a vestire la maglia nera della fecondità, posizionandosi come il fanalino di coda in Italia.
canale WhatsApp
In Sardegna sempre meno abitanti: inesorabile il calo demografico. È la regione dove si fanno meno bambini.
L’Isola del silenzio: il declino demografico che sta svuotando la Sardegna.
Il panorama sociale della Sardegna si tinge di toni sempre più cupi mentre i dati dell’Istat confermano un’emorragia demografica che pare ormai inarrestabile; per il sesto anno consecutivo, infatti, la regione si ritrova a vestire la maglia nera della fecondità, posizionandosi come il fanalino di coda di un’Italia che sembra aver dimenticato il rumore delle culle. Secondo gli Indicatori demografici pubblicati oggi e riferiti all’anno 2025, la popolazione sarda sta letteralmente scomparendo, travolta da un calo di abitanti che non trova eguali se non nelle situazioni critiche di Basilicata e Molise, le uniche realtà a registrare un decremento superiore al -5,1 per mille evidenziato nell’Isola.
Il cuore del problema risiede in un tasso di fecondità che ha abbondantemente superato la soglia di allarme, crollando a un drammatico 0,85 figli per donna e segnando un netto peggioramento rispetto allo 0,91 dell’anno precedente; si tratta di un valore ben lontano dall’unità, che testimonia l’aggravarsi di una crisi senza precedenti. Questa tendenza non è però un fenomeno isolato, poiché si inserisce nel contesto di un inverno demografico che sta raggelando l’intera penisola, dove nel 2025 i nuovi nati sono stati appena 355mila, con una contrazione del 3,9% rispetto al 2024.
Il bilancio complessivo nazionale appare spietato, con un numero di decessi che tocca quota 652mila, in lieve flessione dello 0,2% ma comunque sufficiente a generare un saldo naturale ampiamente negativo di circa 296mila unità; un divario tra nascite e morti che si è ulteriormente inasprito rispetto ai -283mila dell’anno scorso. Mentre la media nazionale della fecondità scivola a 1,14 figli per donna, la Sardegna si conferma l’epicentro di questa desertificazione umana, una terra dove il ricambio generazionale è ormai un ricordo e dove la sfida della sopravvivenza sociale si fa ogni giorno più ardua.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

