Risolto il giallo di Brescia. L’ex amante confessa: “L’ho uccisa io”. E poi è andato in vacanza in Sardegna
Ha ucciso l'ex amante e poi è partito in vacanza in Sardegna con la famiglia, ma al suo ritorno ha deciso di confessare tutto.
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Ha confessato di averla uccisa lui, Manuela Bailo, la 35enne di Brescia scomparsa il 29 luglio scorso. Fabrizio Pasini, 48enne anche lui bresciano, sindacalista della Uil e collega di Manuela, l‘avrebbe uccisa e poi ha sotterrato il cadavere nel giardino di una cascina ad Azzanello, nella zona di Cremona.
Della donna si erano perse le tracce dal giorno dopo e lo stesso Pasini, come riporta La Repubblica, avrebbe negato da subito di avere a che fare con la scomparsa della 35enne. Ma i due, ex amanti, si sarebbero incontrati la sera del 28 luglio e sarebbe scoppiata una lite al culmine della quale, Pasini avrebbe ucciso la donna. Dopo il delitto, l’uomo era partito in vacanza con la famiglia in Sardegna e dopo più di venti giorni di silenzio si è deciso a parlare, portando gli inquirenti sul luogo dove aveva sepolto il corpo di Manuela Bailo.
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Due gesti di generosità al Policlinico di Monserrato ridanno speranza ai pazienti in attesa di trapianto

Al Policlinico Duilio Casula di Monserrato la speranza di una nuova vita ha preso forma concreta grazie a due donazioni multiorgano da parte di due donne, che hanno permesso di ridare futuro a più pazienti in attesa di trapianto, confermando il valore profondo della generosità che salva la vita.
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Due gesti di generosità al Policlinico di Monserrato ridanno speranza ai pazienti in attesa di trapianto.
Al Policlinico Duilio Casula di Monserrato la speranza di una nuova vita ha preso forma concreta grazie a due donazioni multiorgano da parte di due donne, che hanno permesso di ridare futuro a più pazienti in attesa di trapianto, confermando il valore profondo della generosità che salva la vita.
Il gesto di due donne sarde, di 48 e 66 anni, si è trasformato in un atto di straordinaria umanità capace di incidere sul destino di molte persone, dimostrando come la scelta della donazione rappresenti uno dei più alti esempi di solidarietà. In uno dei due casi la volontà di donare era stata espressa in vita, un elemento decisivo che ha consentito di avviare tempestivamente l’intera procedura, rendendo possibile un intervento rapido ed efficace della rete trapiantologica.
Episodi come questi rafforzano il dato che vede la Sardegna attestarsi tra le regioni più generose d’Italia, con indici di consenso sempre superiori alla media nazionale, a conferma di una sensibilità diffusa e radicata sul tema della donazione. Nel 2025 sono stati registrati 103 donatori e i trapianti complessivamente effettuati sono stati 70, numeri che raccontano un impegno costante e una capacità concreta di offrire speranza a chi è in lista d’attesa.
Informarsi è molto importante per creare consapevolezza su questo tema, perché le modalità attraverso cui è possibile dare il proprio consenso in vita e diventare donatore di organi e tessuti sono diverse e accessibili: rivolgendosi alla Asl di appartenenza, al medico di medicina generale o al Comune al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità è possibile firmare un modulo apposito, ma la volontà può essere espressa anche in autonomia scrivendo una dichiarazione su un foglio di carta completa di data e firma. Inoltre, il consenso può essere manifestato anche online, tramite la compilazione del modulo dell’Aido sul sito web o sull’app Aido, strumenti che permettono a ogni cittadino di compiere una scelta consapevole capace di trasformarsi in vita per altri.
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