Pan di Zucchero: ecco le condizioni della discesa al mare verso Portu Banda
L'indignazione dei cittadini che hanno inviato le foto a Mauro Pili. Ecco le condizioni di degrado in cui si trova la passerella che porta alla spiaggia di Portu Banda. "Come si può lasciare in queste condizioni di pericolo?"
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Ecco in che condizioni di degrado e abbandono si trova la passerella che porta alla spiaggia di Portu Banda. Le foto sono state inviate da cittadini di Nebida – Masua, giustamente indignati, al deputato di Unidos Mauro Pili che le ha pubblicate sul suo profilo Facebook.
“Stiamo parlando di uno dei prosceni più affascinanti della costa sud occidentale, quella dei faraglioni del Pan di Zucchero, scrive il politico. Come si può lasciare in queste condizioni di pericolo la discesa a mare sulla spiaggia di Portu Banda?
Posto che sono passati quasi tre mesi dall’alluvione, ma davvero non c’è un soggetto istituzionale che non sia stato in grado di intervenire? Spero con tutto il cuore nessuno si faccia del male, qualcuno altrimenti dovrà risponderne!”.
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Sartiglia a Oristano: casco e corpetto obbligatori, la decisione definitiva del prefetto

Il prefetto Salvatore Angieri ha impresso una svolta decisiva al dibattito sulla sicurezza durante le manifestazioni pubbliche, inviando una circolare ai sindaci della provincia che chiude definitivamente ogni spiraglio al dubbio o alla libera interpretazione.
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Sartiglia a Oristano: casco e corpetto obbligatori, la decisione definitiva del prefetto.
La linea del rigore non ammette sfumature e ridisegna i confini della tradizione equestre sarda in un momento storico di profonda trasformazione legislativa. Il prefetto Salvatore Angieri ha impresso una svolta decisiva al dibattito sulla sicurezza durante le manifestazioni pubbliche, inviando una circolare ai sindaci della provincia che chiude definitivamente ogni spiraglio al dubbio o alla libera interpretazione. Al centro della contesa amministrativa e sportiva c’è la Sartiglia, l’antica giostra che incarna l’anima di Oristano, dove l’incertezza sull’uso dei dispositivi di protezione dei cavalieri ha ceduto il passo a un obbligo perentorio: casco e corpetto devono essere indossati senza alcuna deroga.
Il rappresentante del governo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un’univoca e corretta applicazione del cosiddetto decreto Abodi, ovvero la normativa nazionale che disciplina le manifestazioni svolte al di fuori dei percorsi autorizzati, con particolare riferimento a quelle che prevedono l’impiego di equini durante il periodo carnevalesco. Il provvedimento non nasce nel vuoto ma si ancora saldamente all’articolo 5, comma 9, del decreto emesso dal dipartimento per lo sport della presidenza del consiglio dei ministri l’8 gennaio 2025.
Questa norma stabilisce con estrema chiarezza l’obbligo per i fantini di dotarsi di adeguate protezioni per il capo e per il corpo, strumenti giudicati indispensabili in un’ottica di rafforzamento complessivo delle condizioni di sicurezza. La prefettura ha motivato questa stretta partendo da un presupposto tecnico inoppugnabile: la constatata insufficienza delle tutele precedentemente adottate, che non garantivano un livello di protezione idoneo rispetto ai rischi intrinsechi delle evoluzioni a cavallo. In questo nuovo scenario, i sindaci sono stati formalmente invitati a disporre affinché gli organizzatori di ogni evento vigilino con estrema severità sulla conformità delle operazioni.
Non esiste, secondo quanto precisato dal prefetto, alcun margine di manovra per gli organi di controllo locale: le commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo non sono infatti titolari di alcun potere di deroga rispetto a quanto sancito dal citato decreto interministeriale. Di conseguenza, le autorità territoriali non possono in alcun modo alterare o sospendere le disposizioni relative alla sicurezza personale dei cavalieri e dei partecipanti. Il pugno duro del prefetto mira dunque a eliminare quella zona grigia in cui la consuetudine e il folklore hanno talvolta cercato di resistere alle esigenze della prevenzione infortunistica.
La Sartiglia, pur conservando il suo immenso valore identitario e culturale, dovrà piegarsi alle esigenze della modernità legislativa, integrando l’armatura tradizionale del cavaliere con i presidi tecnologici necessari per preservare l’incolumità fisica di chi scende in pista. L’invito rivolto ai primi cittadini non è solo un atto burocratico ma un vero e proprio monito operativo: ogni manifestazione deve risultare pienamente conforme alla legge vigente, affinché la festa non sia oscurata da criticità che una corretta applicazione delle norme può e deve evitare. La tutela della vita umana diventa così l’elemento cardine attorno al quale ruoterà l’organizzazione delle prossime edizioni, confermando che la sicurezza non è un optional ma la condizione essenziale per la sopravvivenza stessa delle grandi tradizioni equestri della provincia.
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