Completamente allagato rifugio a Sant’Antioco: cani fradici e impauriti. Si cerca aiuto
I volontari del rifugio di Sant'Antioco cercano supporto per tenere in stallo i cani ospitati nella struttura in attesa di far defluire l'acqua
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Emergenza allagamento nel mini rifugio di Sant’Antioco: i volontari e i cani letteralmente immersi nell’acqua accumulata dalle piogge dei giorni scorsi. I volontari del “Gruppo Qua la zampa “Anche gli animali hanno un’Anima” ONLUS“, lanciano un appello:
“Questa la situazione trovata stamattina al nostro mini rifugio. È stata una vera impresa arrivare dai nostri protetti. Abbiamo trovato i cani impauriti e fradici, i cuccioli disperati e noi con loro. Un disastro. La nostra priorità è stata quella di mettere in salvo i cani. Con una fortissima collaborazione dei nostri volontari abbiamo portato via prima i cuccioli e poi gli adulti. Al momento sono in stallo presso le nostre case. Non abbiamo ancora una stima dei danni subiti, ma a quello penseremo dopo.
Intanto ci urge un posto sicuro dove tenere i cani del rifugio per un breve periodo di tempo. Almeno 10/15 giorni, il tempo di lasciar defluire l’acqua dal rifugio e renderlo nuovamente agibile. Chi può darci una mano ci contatti al 3403143862″.
Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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