Ospedale civile, consiglieri contro la chiusura: “Salviamo il presidio sanitario del centro storico”
«L’idea di privare il centro storico di Cagliari di un servizio sanitario - spiega Agus - mi vede totalmente in disaccordo: stiamo parlando di una zona peculiare della città frequentata quotidianamente, oltre che dagli abitanti, da decine di migliaia di persone che lavorano o accedono a servizi e attività commerciali e da un numero sempre crescente di turisti».
canale WhatsApp
Mozione in Consiglio regionale di alcuni consiglieri di maggioranza – che vede come primo firmatario l’esponente di Campo progressista Francesco Agus – per chiedere il mantenimento di un presidio sanitario presso l’Ospedale San Giovanni di Dio.
«L’anno scorso, quando il Consiglio regionale approvò la ridefinizione della rete ospedaliera – spiega Agus – la scelta fu rimandata attribuendo provvisoriamente allo stabile un ruolo “da definire”. Oggi è importante che assessorato e maggioranza prendano in merito una decisione chiara e non fraintendibile».
«L’idea di privare il centro storico di Cagliari di un servizio sanitario – prosegue Agus – mi vede totalmente in disaccordo: stiamo parlando di una zona peculiare della città frequentata quotidianamente, oltre che dagli abitanti, da decine di migliaia di persone che lavorano o accedono a servizi e attività commerciali e da un numero sempre crescente di turisti. Il mantenimento del presidio sanitario sarebbe pienamente compatibile con la creazione, all’interno del complesso, della cittadella della solidarietà auspicata dal Consiglio comunale di Cagliari e apprezzata dalle associazioni che si occupano di assistenza e sostegno. Occorre che venga presa una decisione il prima possibile e che non si lasci decadere la struttura: è alto il rischio che si ripeta un caso “ex Ospedale marino”, questa volta nel centro storico della città. Abbiamo già visto edifici di grande pregio che, privati del loro ruolo e dimenticati, da risorsa per la città sono diventati ruderi. Credo sia importante fare chiarezza e evitare che accada un’altra volta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Oristano apre la Sartiglia 2026 con il rito della Candelora

La cerimonia ha regalato un momento di festa e tradizione, lasciando in secondo piano le questioni organizzative legate all’obbligo di dispositivi di protezione individuale previsto dal Decreto Abodi, ancora al centro dei confronti tra gremi, cavalieri, Comune e Fondazione Oristano.
canale WhatsApp
Oristano ha dato il via ufficiale alla Sartiglia 2026 con il tradizionale rito della Candelora, che ha segnato l’inizio del percorso di Graziano Pala e Daniele Mattu, i componidoris della prossima edizione della storica giostra equestre.
I presidenti dei gremi di San Giovanni e San Giuseppe, Salvatore Carta e Carlo Pisanu, hanno consegnato ai cavalieri i ceri benedetti, simbolo dell’investitura. L’appuntamento clou sarà il 15 e 17 febbraio, quando Pala e Mattu percorreranno la via Duomo con maschera e abito del capocorsa.
La cerimonia ha regalato un momento di festa e tradizione, lasciando in secondo piano le questioni organizzative legate all’obbligo di dispositivi di protezione individuale previsto dal Decreto Abodi, ancora al centro dei confronti tra gremi, cavalieri, Comune e Fondazione Oristano.
Anche i più giovani hanno partecipato con la Sartigliedda: Su Componidoreddu Gabriele Piras ha ricevuto il cero dalla presidente Ilaria Canu, insieme ai compagni di pariglia Francesco Tumbarello e Matteo Carta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


