I grifoni ripopolano i cieli sardi grazie ad un progetto finanziato dall’Unione Europea
Prime azioni concrete del progetto "Sotto le ali del grifone" finanziato dal programma europeo Life che mira alla salvaguardia di questa specie ornitologica.
canale WhatsApp
Il grifone, una specie classificata in pericolo critico e inserita nella Lista Rossa dei vertebrati italiani, ritorna a volare nei cieli sardi grazie al progetto “Sotto le ali del grifone” finanziato dall’Unione Europea con il programma Life.
Il progetto, che mira ad avviare buone pratiche per salvare i grifoni in Sardegna e a creare le condizioni per migliorare lo stato di conservazione di questa specie, è stato avviato con il reinserimento avvenuto questa mattina a Porto Conte di 14 esemplari di grifone.
La Sardegna ospita l’ultima popolazione autoctona di grifone in Italia, da qui l’urgenza di intervenire per scongiurarne l’estinzione. Il progetto è stato reso possibile grazie ad un ricco e diversificato partenariato: Università di Sassari, Comune di Bosa, Agenzia Forestas, Corpo forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, lavorano coinvolgendo la “Junta de Andalucia”, la “Vulture Conservation Foundation”, gli Assessorati regionali dell’Ambiente e Sanità e il Parco naturale regionale di Porto Conte.
«Simili progetti diventano attrattori turistici in grado di generare economia. Servirà dunque creare infrastrutture per birdwatching e ampliare la consapevolezza all’educazione alla sostenibilità ambientale» ha detto ieri a Porto Conte l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nuovo Centro Commerciale a Elmas, la sindaca Orrù risponde alle critiche: «Non si poteva bloccare»

La posizione di Maria Laura Orrù su uno dei temi caldi per il Cagliaritano: il nuovo polo commerciale nell'area ex FAS.
canale WhatsApp
Non è una questione di “mi piace” o “non mi piace”, ma di legalità e continuità amministrativa. La sindaca di Elmas, Maria Laura Orrù, interviene con una lunga e dettagliata nota per rispondere alle polemiche sollevate dai cittadini, vicini all’apertura del nuovo polo commerciale nell’area ex FAS. Un intervento che la sindaca definisce “doveroso” per fare chiarezza su competenze, vincoli giuridici e opportunità.
Il punto cardine della difesa della sindaca è la genesi del progetto. L’area, secondo il Piano Urbanistico Comunale (PUC), era già stata classificata come zona commerciale (zona D) nel lontano 2011, con approvazione definitiva nel 2016.
“La mia amministrazione si è trovata a gestire un progetto legittimamente presentato da un privato su un’area di sua proprietà”, spiega Orrù. “Non era nelle nostre facoltà decidere se consentire o meno l’intervento: il Comune ha l’obbligo di rilasciare le autorizzazioni se i progetti sono conformi. Bloccare discrezionalmente un’opera non è possibile, né per le leggi nazionali né per le norme europee sul libero commercio”.
Se la destinazione d’uso era già decisa, l’attuale giunta ha concentrato i propri sforzi sulla negoziazione delle opere di urbanizzazione secondaria. Il risultato è la creazione di un vasto polmone verde di oltre 6 ettari che separerà la zona commerciale dal centro abitato, con uno skatepark moderno e aree fitness, spazi gioco per bambini e un’area per eventi e concerti, nuove piste ciclabili e piantumazioni per mitigare l’impatto ambientale.
Le preoccupazioni principali dei residenti riguardano il traffico. La sindaca ammette che nella fase iniziale l’incremento dei flussi sarà inevitabile, ma rassicura sulla tenuta del sistema. “Gli studi confermano la sostenibilità”, afferma, sottolineando però che la gestione delle arterie principali spetta a Cacip, Anas e Città Metropolitana. Grazie a un sollecito alla Regione, è già partito il primo step di progettazione per una revisione complessiva della viabilità dall’area industriale all’aeroporto.
Sulla crisi delle piccole botteghe, la sindaca lancia una provocazione costruttiva: “So quanto sia complessa la situazione del commercio di prossimità. Ma l’impatto maggiore oggi deriva dall’e-commerce e dalle consegne a domicilio. Mi chiedo quanti, tra coloro che criticano, acquistino abitualmente al mercato civico o nelle piccole botteghe di Elmas”.
Infine, sul fronte lavoro, Orrù chiarisce che per legge non si possono imporre assunzioni basate sulla residenza, ma assicura che il dialogo con la proprietà del centro è costante: “Ho la certezza che ci sarà attenzione e sensibilità verso i lavoratori del nostro territorio”. La sfida per Elmas è dunque quella di trasformare un intervento privato in una leva di sviluppo pubblico, cercando l’equilibrio tra modernizzazione e qualità della vita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

