(VIDEO) Sgarbi: “Cagliari è una città bellissima, io ce l’ho con chi fa i controlli in aeroporto”
Sgarbi è tornato a inveire contro l'aeroporto di Cagliari con un nuovo VIDEO.
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«Cagliari è una città bellissima, ci sono stato tante volte, ho vissuto in Sardegna. Non ce l’ho con i sardi, ma con chi si occupa dei controlli in aeroporto. Non è Cagliari a non essere in Italia è l’aeroporto a non esserlo». Continua la polemica di Vittorio Sgarbi contro gli addetti ai controlli dello scalo cittadino, rei di avergli sequestrato la boccetta della schiuma da barba e di avergli chiesto di togliere la cintura prima di passare attraverso il metal detector.
«Non ce l’ho con i sardi e non sono un vip, parola che mi fa schifo – ha aggiunto il critico d’arte che mercoledì era a Cagliari con il suo spettacolo su Caravaggio -. La schiuma da barba? Dopo 15 anni me l’hanno sequestrata perché era troppo grande. La cintura? Vorrei sapere in che cosa può essere uno strumento di minaccia, a Cagliari come a Napoli, come a Bologna, dove nessuno chiede di toglierla. Non ho niente contro i sardi ho tutto contro quelli che controllano l’aeroporto di Cagliari».
La schiuma di sicurezza.
Posted by Vittorio Sgarbi on Friday, 30 March 2018
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Mangiata dalla leishmania, scheletrica ma con una tempra d’acciaio: Nonna Rosina, un miracolo a quattro zampe

Abbandonata quando avrebbe avuto più bisogno d'amore: anziana e molto malata, è stata salvata in extremis dalle volontarie del rifugio Lida di Olbia. La storia di Nonna Rosina.
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La storia di Nonna Rosina inizia ufficialmente l’11 novembre 2025, quando viene soccorsa lungo una strada di Olbia. In quel momento è solo uno scricciolo di quattro chili che vaga senza meta sulla carreggiata, esposta al pericolo delle auto e segnata da una vita di stenti. Al suo arrivo al rifugio della LIDA, la fragilità è evidente: un occhietto offeso e un corpo martoriato dalla sofferenza sono i segni visibili di un abbandono avvenuto proprio nel momento del maggior bisogno. Quella prima notte, avvolta in una coperta calda, Rosina sperimenta finalmente il calore di un rifugio sicuro, lontana dalla solitudine della strada.
Il giorno successivo, il 12 novembre, le analisi cliniche scattano una fotografia drammatica della sua salute. Rosina non è solo malata, è una piccola larva di vita divorata dalle pulci e con valori di leishmaniosi altissimi. La situazione appare disperata e i volontari si interrogano con amarezza su come sia stato possibile ridurla in quello stato senza chiedere aiuto prima. Nonostante la diagnosi spaventosa, lo spirito della cagnetta resta incredibilmente dolce, spingendo il team del rifugio a iniziare immediatamente una terapia d’urto, determinati a combattere questa guerra insieme a lei.
Dieci giorni dopo, il 21 novembre, arrivano i primi timidi segnali di speranza. Nonostante il freddo pungente di quel periodo, Rosina reagisce bene alle cure per la leishmaniosi e al nutrimento specifico. Passa le sue giornate accoccolata tra le coperte, concedendosi lunghe dormite che sembrano un modo per recuperare anni di privazioni. La strada per la ripresa è ancora lunga, ma la sua bontà straordinaria inizia a contagiare chiunque le stia vicino, rendendo il suo percorso di cura una missione collettiva sostenuta da tanti donatori e simpatizzanti.
La trasformazione definitiva giunge al culmine il 30 gennaio 2026. Quella che era arrivata come una creatura consumata dall’indifferenza è oggi una “nonnina” meravigliosa, vispa ed energica. Il buon cibo e le cure costanti hanno ricostruito il suo corpo, mentre la pazienza e la tenerezza dei volontari hanno guarito il suo cuore, restituendole la fiducia negli esseri umani. Nonna Rosina è diventata la testimonianza vivente che nessuna vita è mai perduta e che, con la giusta dedizione, è possibile trasformare la sofferenza in una seconda possibilità di felicità.
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