Incendi in Sardegna: tra gli indagati anche tre minorenni. Avrebbero appiccato il rogo divampato a Domusnovas
Con i tre minori accusati del rogo della scorsa domenica a Domusnovas sono 23 gli indagati dal Servizio Ispettorato Forestale di Iglesias per reato di incendio. Durante la campagna antincendio, contestualmente all’attività di coordinamento svolta dalla Funzione di spegnimento del
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Con i tre minori accusati del rogo della scorsa domenica a Domusnovas sono 23 gli indagati dal Servizio Ispettorato Forestale di Iglesias per reato di incendio. Durante la campagna antincendio, contestualmente all’attività di coordinamento svolta dalla Funzione di spegnimento del Corpo forestale sulle operazioni per domare le fiamme con l’impiego di mezzi aerei e di squadre a terra, si attivano immediatamente anche gli agenti forestali del Nucleo investigativo (NIPAF) per le indagini sulle origini e sugli autori dei reati.
Gli agenti della Stazione di Iglesias erano stati impegnati nel rogo scoppiato domenica, dopo le 17, in località Narboni Is Piras, nei pressi della strada provinciale 89 che collega Villamassargia a Domusnovas. Dai primi rilievi eseguiti dagli agenti, il rogo ha interessato stoppie e siepi su una superficie di circa mezzo ettaro. Sul luogo sono arrivati gli stessi uomini del Corpo, i volontari della Protezione civile di Domusnovas (Advad) e di Iglesias (Soccorso Iglesias) e i Vigili del fuoco del distaccamento di Iglesias.
Il Nucleo investigativo della Stazione di Iglesias ha individuato nella zona colpita dalle fiamme tre ragazzi fra i 14 e i 15 anni, già segnalati in prossimità dell’incendio da alcuni agricoltori, e contestato il reato di incendio doloso. Gli inquirenti hanno informato il magistrato di turno del Tribunale dei minori di Cagliari. Ieri è arrivata la convalida dell’arresto.
Ma le fiamme non si fermano: durante la mattinata di ieri il Corpo forestale della Sardegna ha diretto le operazioni di spegnimento e coordinato gli elicotteri del servizio aereo regionale per l’incendio scoppiato a Sadali e tempestivamente domato. Due gli elicotteri regionali inviati per il rogo, di chiara matrice dolosa, sulla macchia mediterranea in località Maria Fenu mentre a terra operava il personale del Corpo forestale.
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Follia a Olbia, pomeriggio di sangue in centro: 26enne accoltella tre persone e uccide un cane

Un 26enne armato di forbici semina il panico. Grave una guardia giurata, trasferita d'urgenza a Sassari. Il cucciolo è morto in clinica veterinaria per la gravità delle ferite.
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Resta alta la tensione a Olbia dopo il pomeriggio di terrore vissuto ieri, 10 febbraio, quando una furia cieca e apparentemente senza movente ha travolto passanti, lavoratori e persino animali tra le vie del centro. Il bilancio è drammatico: due persone ferite, di cui una in gravi condizioni, e un cucciolo di appena sette mesi ucciso barbaramente.
L’escalation è iniziata intorno a metà pomeriggio in via dei Lidi. L’aggressore, un 26enne di origini tunisine con numerosi alias e già noto alle forze dell’ordine, ha fatto irruzione in un centro massaggi orientale. Impugnando un paio di forbici, ha colpito al collo una dipendente di 39 anni. Fortunatamente, la lama ha causato solo una ferita superficiale e la donna è stata già dimessa dall’ospedale Giovanni Paolo II.
Ma era solo l’inizio. L’uomo si è poi spostato verso piazza Crispi, dove ha incrociato una guardia giurata di 45 anni in servizio davanti a un supermercato. Senza alcun preavviso, l’aggressore lo ha colpito alle spalle, mirando nuovamente alla gola.
Le condizioni del vigilante sono apparse subito critiche. Dopo un primo ricovero in codice rosso a Olbia, i medici ne hanno disposto il trasferimento d’urgenza in elicottero all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla gola. La prognosi resta riservata.
Pochi istanti dopo l’aggressione al vigilante, il 26enne si è scagliato contro un bersaglio indifeso: Calaceo, un cucciolo di cane di soli sette mesi che si trovava sotto il tavolino di un bar in via Roma insieme al proprietario. Nonostante l’intervento eroico di una passante, che ha tentato di fermare il folle lanciandogli un vaso in testa, il cane è stato raggiunto da diversi fendenti. Calaceo è morto poco dopo in clinica veterinaria, nonostante i tentativi disperati dei medici di salvarlo.
Il panico è terminato solo grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile e della stazione di Porto Rotondo. I militari, allertati da decine di chiamate al 112, sono riusciti a immobilizzare l’uomo, che si trovava in evidente stato di alterazione.
L’aggressore è stato arrestato in flagranza con l’accusa di tentato omicidio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Tempio Pausania, mirano ora a chiarire il movente di questa esplosione di violenza gratuita. Intanto, in città monta la rabbia: i volontari del rifugio Lida, che hanno soccorso il piccolo Calaceo nei suoi ultimi istanti, chiedono giustizia e massima fermezza per un episodio che ha ferito profondamente l’intera comunità gallurese.
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