A 100 giorni dall’elezione Trump rimpiange i tempi andati. “Pensavo fosse più facile. Ora il lavoro è aumentato”
Troppo lavoro, zero privacy, nessuna libertà e questioni troppo complesse da gestire. E’ questo il bilancio che emerge dalle dichiarazioni rilasciate alla Reuters per i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un vero
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Troppo lavoro, zero privacy, nessuna libertà e questioni troppo complesse da gestire. E’ questo il bilancio che emerge dalle dichiarazioni rilasciate alla Reuters per i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Un vero e proprio sfogo durante il quale Trump mostra di non essere affatto felice della piega presa dalla sua vita in seguito all’elezione.
A pesare maggiormente la nostalgia per la sua vita da uomo “libero”. «Pensavo che fare il presidente fosse più facile. Amavo la mia vita precedente: avevo così tante cose da fare, ma attualmente ho più lavoro di prima, pensavo fosse più facile. Mi piace lavorare, ma effettivamente ora il lavoro è di più».
E a mancargli, oltre a possibilità semplici come quella di guidare una macchina la privacy. «Anche nella mia vita precedente ne avevo poca, perché come sapete sono stato famoso a lungo, ma davvero quella attuale è molta meno privacy di quanta ne abbia mai avuta. È qualcosa di davvero incredibile. Allo stesso tempo sei dentro al tuo stesso bozzolo perché c’è una tale quantità di protezione che davvero non puoi andare da nessuna parte».
Troppe e inattese poi le questioni da affrontare, come la questione della sanità, un argomento “incredibilmente articolato” che non si aspettava “potesse essere così complicata”.
Riguardo alle tensioni con la Corea del Nord, sempre più determinata a lottare contro il nemico americano, Trump ammette la «possibilità» che esploda “un grande, grande conflitto”. Anche in questo caso non si aspettava che la situazione avrebbe preso una piega così grave, ma ammette che la possibilità di una soluzione diplomatica sarebbe davvero molto difficile.
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Sardegna sferzata dal maestrale: Cagliari chiude viale Diaz. A Nuoro crolla un grosso albero

La furia cieca del maestrale continua a imperversare senza sosta su tutta l'Isola, costringendo le autorità a misure drastiche per garantire l'incolumità pubblica.
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Sardegna sferzata dal maestrale: Cagliari chiude viale Diaz. A Nuoro crolla un grosso albero.
La furia cieca del maestrale continua a imperversare senza sosta su tutta l’Isola, costringendo le autorità a misure drastiche per garantire l’incolumità pubblica.
Nel capoluogo sardo, la situazione più critica si registra in viale Diaz, dove è stato imposto lo stop totale alle auto nel tratto situato proprio davanti alla Fiera della Sardegna. Il provvedimento si è reso necessario a causa dell’altissimo pericolo di caduta degli alberi, con le raffiche di vento che hanno ormai raggiunto l’intensità di 80 chilometri orari.
Lungo l’arteria stradale, dominata da numerosi esemplari di pino marittimo, i vigili del fuoco si sono schierati per impedire il transito dei veicoli, poiché si tratta di piante vecchie che potrebbero cedere da un momento all’altro, esattamente come già accaduto in passato in circostanze analoghe. La strada resterà dunque interdetta al traffico in via precauzionale, almeno fino a quando non verrà accertata con assoluta sicurezza la tenuta delle piante attraverso verifiche tecniche approfondite.
Non meno complessa la situazione nel nuorese, dove il maltempo ha già causato danni tangibili. Intorno alle 14:30, la squadra 1A del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Nuoro è dovuta intervenire d’urgenza in via Segni a causa di uno smottamento che ha provocato la conseguente caduta di un grosso albero sulla carreggiata. Sul posto, oltre agli operatori impegnati nella rimozione del fusto, è giunto anche il Funzionario di Guardia per le valutazioni di competenza necessarie a stabilire l’entità del rischio idrogeologico nell’area. Per permettere le delicate operazioni di intervento e la successiva messa in sicurezza della zona, la strada è stata chiusa temporaneamente al traffico, con la Polizia Locale impegnata a gestire la viabilità e i tecnici comunali chiamati a monitorare il versante colpito dal cedimento. L’intera regione resta in allerta mentre il vento continua a infuriare, lasciando dietro di sé una scia di disagi e monitoraggi serrati.
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