A 100 giorni dall’elezione Trump rimpiange i tempi andati. “Pensavo fosse più facile. Ora il lavoro è aumentato”
Troppo lavoro, zero privacy, nessuna libertà e questioni troppo complesse da gestire. E’ questo il bilancio che emerge dalle dichiarazioni rilasciate alla Reuters per i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un vero
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Troppo lavoro, zero privacy, nessuna libertà e questioni troppo complesse da gestire. E’ questo il bilancio che emerge dalle dichiarazioni rilasciate alla Reuters per i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Un vero e proprio sfogo durante il quale Trump mostra di non essere affatto felice della piega presa dalla sua vita in seguito all’elezione.
A pesare maggiormente la nostalgia per la sua vita da uomo “libero”. «Pensavo che fare il presidente fosse più facile. Amavo la mia vita precedente: avevo così tante cose da fare, ma attualmente ho più lavoro di prima, pensavo fosse più facile. Mi piace lavorare, ma effettivamente ora il lavoro è di più».
E a mancargli, oltre a possibilità semplici come quella di guidare una macchina la privacy. «Anche nella mia vita precedente ne avevo poca, perché come sapete sono stato famoso a lungo, ma davvero quella attuale è molta meno privacy di quanta ne abbia mai avuta. È qualcosa di davvero incredibile. Allo stesso tempo sei dentro al tuo stesso bozzolo perché c’è una tale quantità di protezione che davvero non puoi andare da nessuna parte».
Troppe e inattese poi le questioni da affrontare, come la questione della sanità, un argomento “incredibilmente articolato” che non si aspettava “potesse essere così complicata”.
Riguardo alle tensioni con la Corea del Nord, sempre più determinata a lottare contro il nemico americano, Trump ammette la «possibilità» che esploda “un grande, grande conflitto”. Anche in questo caso non si aspettava che la situazione avrebbe preso una piega così grave, ma ammette che la possibilità di una soluzione diplomatica sarebbe davvero molto difficile.
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America’s Cup, prime regate preliminari a Cagliari: grande vela di nuovo in Sardegna

La conferma arriva dall’assessorato del Turismo, con l’annuncio sui social dell’assessore Franco Cuccureddu: “La notizia da questo pomeriggio è trapelata sui giornali o sui social, dopo tanti mesi di complesse trattative con gli organizzatori dell’America’s Cup, il Team New Zealand e il Governo italiano, condotte sempre nella massima riservatezza”.
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Dopo gli appuntamenti saltati nel 2020 e nel 2023, la Sardegna torna protagonista della grande vela internazionale. La Regione ha ufficializzato l’accordo per ospitare la prima regata preliminare della 38ª America’s Cup, l’evento che assegnerà il titolo a Napoli nel luglio del 2027.
La conferma arriva dall’assessorato del Turismo, con l’annuncio sui social dell’assessore Franco Cuccureddu: “La notizia da questo pomeriggio è trapelata sui giornali o sui social, dopo tanti mesi di complesse trattative con gli organizzatori dell’America’s Cup, il Team New Zealand e il Governo italiano, condotte sempre nella massima riservatezza”.
Cagliari, già base operativa di Luna Rossa, si prepara così ad ospitare una tappa storica per l’Isola, che potrà finalmente vedere dal vivo le prime regate ufficiali di uno dei circuiti velici più prestigiosi al mondo.
Tutti i dettagli dell’evento verranno svelati venerdì prossimo durante la conferenza di presentazione prevista a Cagliari, dove saranno illustrati calendario, modalità di svolgimento delle regate e iniziative collaterali legate all’evento.
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