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C’è un dolore che non si vede, ma che attraversa ogni gesto quotidiano. È il dolore della fibromialgia, una condizione ancora poco riconosciuta che colpisce migliaia di persone, spesso lasciate sole, incomprese, invisibili. A dare voce a questa realtà è Stefania Littera, artista sarda di quasi quarant’anni, che ha trasformato la propria esperienza in musica con il suo primo brano, “Viola”.
Nel presentarsi sui social, Stefania racconta senza filtri cosa significa convivere con questa malattia: dolore diffuso nell’apparato muscolo-scheletrico, stanchezza profonda, disturbi del sonno, emicrania, perdita di memoria, problemi gastrointestinali e visivi. Un insieme di sintomi che non solo debilitano il corpo, ma minano anche la qualità della vita e l’equilibrio emotivo.
«È come avere il corpo ricoperto di spine, lividi», spiega. Una descrizione potente, che restituisce l’intensità di una sofferenza spesso ignorata. Perché la fibromialgia è una malattia invisibile: non lascia segni evidenti, e proprio per questo chi ne soffre si scontra con scetticismo e mancanza di riconoscimento. «Siamo invisibili, nessuno ci vede e soprattutto nessuno ci crede», afferma.
Da questa esigenza di essere ascoltata nasce “Viola”, una canzone che è al tempo stesso confessione personale e manifesto collettivo. Non è solo la storia di Stefania, ma quella di tutte le persone che convivono con la fibromialgia. Un racconto intimo, che usa la musica come strumento per far comprendere cosa si prova davvero.
Il progetto ha preso forma grazie alla collaborazione con Stefano Spanu e il Whispering Studio, che Stefania ringrazia per la professionalità e il supporto ricevuto. Un lavoro che unisce sensibilità artistica e impegno sociale, trasformando il dolore in espressione creativa.
“Viola” è più di un debutto musicale: è un atto di coraggio. È il tentativo di rompere il silenzio, di dare visibilità a chi vive nell’ombra di una malattia ancora troppo poco riconosciuta. Ed è anche un invito all’ascolto, all’empatia, alla comprensione.
Disponibile su tutte le piattaforme digitali, il brano rappresenta un primo passo importante nel percorso artistico di Stefania Littera. Ma soprattutto è un messaggio: nessuno dovrebbe sentirsi invisibile.
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