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Gli escrementi della vergogna: a Quartu il castigatore misterioso sfida l’inciviltà a colpi di bigliettini.
Quartu, il mistero dei biglietti lasciati vicino alle deiezioni canine.
Tra le vie di Quartu si consuma ormai da tempo una battaglia silenziosa quanto eccentrica che vede come protagonista un misterioso signore, o forse una tenace signora, che ha deciso di dichiarare guerra aperta all’indecenza urbana con un metodo decisamente poco convenzionale.
Non si tratta di una protesta gridata nelle piazze o di sterili lamentele sui social network, bensì di una vera e propria guerriglia semiotica condotta direttamente sul marciapiede, proprio lì dove il decoro pubblico inciampa tragicamente su cumuli di escrementi di cane abbandonati senza ritegno.
Ogni volta che questo fantomatico vendicatore dell’igiene pubblica si imbatte in nuove deiezioni, non si limita a scuotere il capo con disgusto, ma agisce con una precisione chirurgica lasciando proprio vicino all’offesa un piccolo bigliettino recante una frase che è già diventata un cult della zona: “Il mio padrone è una..”; un’affermazione volutamente sospesa, un’ellissi tagliente che invita il passante a completare mentalmente il pensiero con l’epiteto più appropriato, trasformando di fatto il marciapiede in una sorta di installazione artistica della vergogna collettiva.
In questo modo, ironia e senso civico vengono spiegati con forza ai quartesi che proprio non ne vogliono sapere di chinarsi a raccogliere i bisogni dei propri animali, una categoria di cittadini che sembra prediligere la comodità dell’anonimato e del disinteresse rispetto alla pulizia degli spazi comuni; d’altronde, è doveroso precisare che non tutti gli abitanti della città sono responsabili di tale degrado, poiché per fortuna qualche persona educata esiste ancora e continua a distinguersi per il rispetto delle regole e del prossimo.
Il castigatore misterioso, attraverso la sua silenziosa ma implacabile opera di denuncia, riesce nell’ardua impresa di denunciare la cattiva abitudine di chi sporca impunemente la via pubblica, ma contemporaneamente possiede il raro dono di strappare un sorriso a chi, camminando con lo sguardo rivolto cautamente verso il basso per evitare spiacevoli incidenti podistici, si imbatte in questa geniale forma di protesta satirica; si tratta di una lezione di civiltà impartita con il sorriso sulle labbra e la penna in mano, un monito costante per ricordare a ogni proprietario che la dignità di un padrone si misura anche, e soprattutto, dalla capacità di non trasformare il marciapiede in un monumento all’incuria.