“Ho la testa fra le favole”: all’Exmà le fiabe viste con gli occhi di un artista
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Una comunità sospesa, avvolta in un silenzio carico di dolore. Ussana si ferma oggi, 9 febbraio 2026, per l’addio a Paolo Accossu, il giovane di soli 19 anni strappato alla vita sabato scorso in un drammatico incidente stradale sulla Provinciale 9, a pochi chilometri da casa.
Il sindaco Emidio Contini ha proclamato il lutto cittadino, disponendo l’interruzione di ogni attività dalle 14:00 alle 17:30. Bandiere a mezz’asta e serrande abbassate accompagneranno le esequie, previste per le 15:30 nella chiesa di San Sebastiano. Un atto dovuto e sentito per permettere a tutti di stringersi attorno a papà Massimo e mamma Cristina, devastati da una perdita definita da tutti «ingiusta e incolmabile».
Il giovane studente viaggiava a bordo della sua Fiat Panda quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo finendo fuori strada. L’impatto, estremamente violento, ha sbalzato Paolo fuori dall’abitacolo. Nonostante il tempestivo intervento del 118 e i disperati tentativi di rianimazione effettuati sul posto dai sanitari, il cuore del diciannovenne ha cessato di battere poco dopo l’arrivo dei soccorsi. I rilievi, effettuati con il supporto dei Vigili del Fuoco, confermano la natura autonoma del sinistro.
Paolo non era solo un “bravo ragazzo” legato alla famiglia: era un appassionato di musica e, soprattutto, di calcio. Una passione, quest’ultima, ereditata dal padre Massimo, colonna storica dell’Ussana Calcio. Anche Paolo aveva indossato quella maglia, lasciando un segno per la sua educazione e il suo carisma. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalla società Monastir 1983, di cui il giovane era stato tesserato, unendosi al coro di dolore che ha colpito l’intero hinterland cagliaritano.
Particolarmente toccante è stato il momento vissuto sabato sera in piazza IV Novembre, dove decine di amici si sono ritrovati spontaneamente per accendere un lume in sua memoria. Un gesto per esorcizzare il vuoto e per farsi forza a vicenda davanti a una realtà che li ha messi alla prova troppo presto. La famiglia, pur chiusa in un dolore straziante, ha voluto ringraziare per le migliaia di messaggi di vicinanza ricevuti in queste ore: «Grazie per l’affetto, è una tragedia immensa». Oggi, nel giorno dell’ultimo viaggio, Ussana promette di non lasciarli soli, affinché a Paolo «la terra sia lieve».