PIGLIARU INCONTRA L’AMBASCIATORE DELL’URUGUAY: SUD AMERICA POTENZIALE MERCATO PER L’AGROALIMENTARE SARDO
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Una storia di crudeltà inimmaginabile si è conclusa con un abbraccio liberatorio, mettendo fine all’incubo di Dux, un maestoso pastore tedesco che per troppo tempo è stato il prigioniero invisibile di un inferno domestico. Mentre i suoi proprietari a Tempio tappezzavano le strade di manifesti e lanciavano appelli disperati, Dux viveva nel degrado più assoluto, circondato da cumuli di immondizia e abbandono, trasformato nel fantasma di se stesso.
Il paradosso di questa vicenda risiede in quel piccolo dispositivo elettronico, il microchip, che avrebbe dovuto garantirgli un immediato ritorno a casa. Nonostante la regolarità della documentazione, chi lo deteneva illegalmente ha ignorato il grido silenzioso della sua identità, costringendolo a una vita di stenti. Solo l’intervento coordinato della Polizia di Stato, delle Guardie AGES e dei volontari della Lida di Olbia ha permesso di spezzare le catene fisiche e virtuali che lo tenevano prigioniero.
Le condizioni in cui è stato rinvenuto l’animale sono state descritte dai soccorritori come stomachevoli: un accumulo di sporcizia e violenza che avrebbe spezzato chiunque, ma non Dux. “Sei un guerriero, hai dimostrato la forza scritta nel tuo nome ogni giorno in quell’inferno”, commentano dall’associazione, che ora si prende cura del cane nel rifugio “I Fratelli Minori”. Oggi Dux può finalmente dormire su una coperta pulita, bere acqua fresca e, soprattutto, ricevere carezze gentili invece di maltrattamenti.
Questa operazione rappresenta solo il primo capitolo di un intervento più ampio che, nella sola giornata di giovedì, ha portato al salvataggio di sei animali. Per chi ha abusato della vita di Dux scatteranno ora le pesanti responsabilità legali previste dalla norma, mentre per la sua famiglia è il momento del sollievo: il loro compagno a quattro zampe è vivo e tornerà presto tra le braccia di chi non ha mai smesso di cercarlo.
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